CRAVAGLIANA
CRAVAGLIANA
le doux nid CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA


BOSSI: i Bossi in araldica

Arma dei BOSSI di Milano, Varese e Como é di rosso, al bue di argento, passante.
Il bue fu assunto dai nobili BOSSI a simbolo del loro casato verosimilmente per la comune radice latina "bos" ("bue", appunto), il bue compare ripetutamente nel corso dei secoli con alcune varianti grafiche in affreschi, epigrafi ed ornamenti architettonici.
In quello che fu Palazzo de' BOSSI a Milano (edificio tuttora esistente in via dei BOSSI all'altezza del numero civico 4), poi passato di proprietà a Francesco Sforza, il quale a sua volta lo donò a Cosimo de' Medici (vedasi a questo proposito le notizie a riguardo Antonio BOSSI), é ancora visibile oggi quello che fu lo stemma della casata dei BOSSI di Milano e di Azzate.
Prendendo lo spunto da una vecchia e sbiadita fotografia donatami anni or sono dal mio indimenticato amico Ferruccio BOSSI, già fotografo in Cravagliana ed anch'egli dedito alla storiografia dei suoi antesignani, ho sviluppato il seguente paragrafo.
Al lato sinistro dell'ingresso del Palazzo de' BOSSI (oggi sede di una holding immobiliare) vi é una scala di un certo tono architettonico: sul pianerottolo, tra piano terra ed il primo piano, vi é collocato un bassorilievo di forma rettangolare realizzato in marmo, opera ormai in rovina. Esso potrebbe rappresentare quello che fu lo stemma che accompagnò nei secoli i BOSSI.
Accingendomi ad una sommaria e vaga descrizione (dovuta al fatto che sinora non é pervenuto il visto per poter accedere a visionare di persona il tutto, e quindi é per gentile concessione che ho avuto le notizie che mi appresto a divulgare) dell'emblema raffigurato, di primo acchito mi vien da pensare che esso abbia ben poco di gentilizio, ma l'analisi mi rivela l'esatto contrario.
Racchiuso in una lastra più alta che larga (infatti misura approssimativamente 180 centimetri in altezza per una larghezza di 80 centimetri), trovo in alto al centro una corona. Questa si presenta con un cerchio rabescato sul quale posano otto perle, quattro grosse e quattro piccole. Ovviamente, negli stemmi ed é il mio caso, se ne vedono tre grosse e due piccole. Questa corona rappresenta il rango nobiliare di visconte.
Subito sotto, nonché agli spigoli laterali destro e sinistro ed in fondo al centro, vi é quella che potrebbe sembrare una stella od una figura geometrica ad otto punte, oppure semplicemente ancora un fregio per sostenere il manufatto addosso alla parete.
Dopo questa "stella" la parola ALLOPERA, il cui significato mi é francamente sconosciuto.
Ed ecco un bue, animale simbolo. Il quadrupede é di profilo con la testa rivolta a sinistra di chi guarda, ed é poggiante su tre zampe.
A rilievo sotto la raffigurazione c'è la seguente epigrafe:

"AD FAMILIE COMODUS ET SPLEDOREM SCALAS EXTRODIT
DOMUS RENOVAVIT ET ESORNAVIT
COMES BARNABIS BARBOVIUS
REGIUS DUCALIS SENATOR
MDCLXXXIII".

Potrei azzardare che "Barnabis Barbovius" potrebbe essere colui che fece ristrutturare l'edificio nel 1683 (ricordo che nel 1463 Francesco Sforza donò lo stabile ai Medici per farne un istituto bancario), la frase avrebbe un significato che suona così:
"A vantaggio e splendore della famiglia edificò poi la scala. Rinnovò ed adornò la casa. Conte Barnabis Barbovius, Senatore del Regio Ducale".
Araldicamente nel blasone il bue od il bove simboleggia la tranquillità ed il lavoro efficace; nell'arma appare con la coda pendente. Accompagnato da stelle (quelle del bassorilievo?) vuol dire che il casato era una famiglia fiera ma soggetta e docile alle leggi divine. Il campo rosso indica spargimento di sangue in battaglia, audacia e valore, fortezza nobile cospicua e di dominio. Il bue é di colore argento il che vuol dire che i BOSSI parteggiassero per i Guelfi, cioè per la chiesa.
Tutti elementi che saranno richiamati, come vedremo, nelle varie biografie che seguiranno.
Lo stemma presente dei marchesi BOSSI di Milano é uno scudo di rosso con bue d'argento passante, sormontato dalla corona marchionale, spettante al marchese Galeazzo ed a Benigno, per decreto del 4 agosto 1770.
I BOSSI Visconti di Milano: questo ramo dell'antica casata milanese dei BOSSI aggiunse al proprio il cognome visconteo in seguito alle nozze di Francesco BOSSI (avo di Luigi BOSSI 1758-1828) con Isabella Visconti. Arma: partito di BOSSI, che é di rosso, al bue di argento passante e di Visconti che é di argento al biscione di azzurro, coronato d'oro ingoiante un putto di carnagione.

 

La Val Mastallone,
misera e sperduta valle alle pendici del Monte Rosa, e Cravagliana
nello specifico, furono la umile culla di un vetusto casato: quello dei Bossi.