

BOSSI: linea dei conti Bossi di Azzate nel territorio di Varese
LUIGI. Pare impossibile che
Luigi BOSSI, nato a Milano il 25 febbraio 1758 dal conte Benigno BOSSI
fosse in realtà figlio di quest'ultimo. Mi si fa notare come il marchese
Benigno BOSSI non avesse che discendenza di prole femminile. D'altra
parte non riesco a collocare nessun Luigi nell'albero genealogico della linea
dei conti di Azzate. L'Odorici azzarda: "Non potrebb'essere per
avventura sfuggito in quello (albero genealogico) dei
BOSSI di Ginevra lo storico Luigi di cui parliamo?".
Luigi BOSSI dapprima frequentò le scuole di Brera ed a sedici
fu avviato alla facoltà legale dell'Università di Pavia.
Datosi al sacerdozio fu nominato canonico di S. Ambrogio. Pubblicò
diverse opere teologiche. Fu anche a Roma, dove qui ebbe modo di ampliare
le sue conoscenze intellettuali: lingue classiche e paleografia.
All'età di 29 anni fondò un periodico storico - politico "Il
Mercurio".
Avuto in seguito il permesso di papa Pio VII di farsi laico, entrò
a far parte del corpo legislativo di Toscana.
Sotto il regime napoleonico fu deputato della Repubblica Cisalpina.
Lo troviamo commissario generale delle finanze; prefetto generale degli Archivi
e delle Biblioteche del Regno; ispettore generale della Pubblica Beneficenza;
membro dell'Istituto Reale di Scienze e Lettere.
Fu anche cavaliere della Corona Ferrea e conte del Regno d'Italia per lettere
patenti 17 settembre 1811.
Continuò le sue dotte pubblicazioni di storia naturale, di belle arti,
d'archeologia. "Sicché dal 1816 al 1817, uscirono di lui 25 volumi,
la più parte istorici e di universale utilità, e dal 1818 al
1823 davane altri ventisette di opere storiche ... bastandoci rammentare la
Storia Generale d'Italia".
Luigi BOSSI morì nel 1828.
Nel ricordare Luigi BOSSI benché non ne sia certo che sia figlio
del marchese Benigno di Galeazzo, non essendo riuscito a rinvenire la linea
diretta della sua discendenza, non potevo escludere da un contesto di una
famiglia così antica e nobile, come é quella dei BOSSI,
la memoria di un personaggio così operoso.
GIULIO. Patriota, esule a Londra ed a Parigi, deputato
al Parlamento per Varese nel 1860.
Morì nel 1880.
ODOARDO. Nato nel 1829, fu capo ingegnere dei lavori al Tunnel del S. Gottardo. Combatté, come volontario, nella guerra d'indipendenza del 1848.
GIULIO. Dottore in legge; patriota, fu esule a Londra
dove conobbe Ugo Foscolo, del quale ne divenne ultimo confidente.
Si trasferì poi in Messico: entrò nella società delle
miniere. Tornato in patria, dieci anni più tardi, manifestò
voglia di libertà: il giogo straniero non era confacente alle sue idee.
Si recò a Parigi.
Deputato al Parlamento per Varese nel 1860, accasatosi finalmente in Milano,
morì ottantenne il 7 febbraio 1880.
Come uomo di lettere ci lasciò dei volumi, come cittadino l'amore per
l'indipendenza italica.
GIUSEPPE. Trasferitosi in Messico, fu direttore delle
miniere in quel paese.
Fu inoltre militare assoldato da Napoleone.
CLAUDIO. Nel 1848 lo troviamo commissario delegatizio
a Bergamo. Si adoperò per la fusione tra il Piemonte e la Lombardia;
fu giureconsulto, segretario della Luogotenenza lombarda (anno 1858), consigliere
di governo a Pavia e nel 1860 delegato di prefettura a Lecce.
Sposatosi con Elena Mazzucchelli, distrutto dalla perdita prematura dei propri
figli, si ritirò dalla vita pubblica nel 1864.
Con la morte di un tale Luigi BOSSI, deceduto agli inizi del 1980 in
Azzate, si è conclusa una discendenza secolare.