CRAVAGLIANA
CRAVAGLIANA
le doux nid CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA


BOSSI

Durante le mie ricerche per la stesura di questo sito mi sono imbattuto nelle seguenti notizie sui BOSSI, che indico in ordine "sparso". Mi sento in dovere di ringraziare per la fattiva collaborazione Giancarlo Vettore e Luisa Vignati per la stesura di questi "appunti".


-Nell'archivio arcivescovile di Milano vi è un manoscritto, uno "stato d'animae" senza data (che l'archivista ha indicato come risalente al 1578 (ma che io invece ritengo risalire al secolo successivo), in cui sono indicati due "ceppi" di BOSSI (in sostanza i nobili e i non-nobili).
Nella casa di proprietà dei nobili marchesi Fagnani vi erano: Baldissar de Bussi (o de' BOSSI) massaro, con moglie, figli ed un servo - quindi i non nobili. Questi sono gli antenati di tutti i BOSSI oggi esistenti a Robecchetto con Induno, provincia di Milano, (poichè erano numerosi, vennero dati dei soprannomi: così abbiamo i BOSSI "Scosiroli", i BOSSI "Vacchini" ecc.).

- A Robecchetto con Induno, murate nella parete esterne dell'abisde della chiesa, sono ancora visibili e leggibili le due lapidi marmoree poste da Fabrizio Bossi nel 1612 e che richiamano le origini e le gesta della famiglia.

***

- Annotazione del 1737, ...proprietà di don Carlo BOSSI vescovo di .... (illeggibile), poi dei BOSSI di Induno; don Vincenzo BOSSI, canonico;
la Casa BOSSI comperò i fondi già della famiglia Risi (detta anche Risio) dopo il 1599.
Invece vi era la casa di proprietà di ser Bernardo BOSSI, abitata da sei persone (massari e servi). In "altra casa dei Signori BOSSI" vi era un bracciante con la famiglia.
Successivamente, sempre nel secolo XVII, nei registri parrocchiali, compaiono degli altri BOSSI, "intermedi", perchè vengono indicati come "Messier" ma non come "Molto Ill.mi". Sono chiamati anche BOSSI detti Resegatti (cioè coloro che segano, da "resiga" - sega) ed abitanti della Padregnana, una località posta sul Naviglio Grande in territorio di Robecchetto.

***

- In Robecchetto si hanno addirittura tre schiatte di BOSSI:
1) I Molto Ill.mi (imparentati con i Beolchi). Dai registri di battesimo: 27.8.1676: La signora Bianca Hieronima figlia di Molto Ill.mi Signori Gio. Stefano BOSSI et Livia BOSSI iugali ..... il compadre è stato il Molto Ill.mo Signor Gio.Batta BOSSI zio delli suddetti BOSSI della terra d'Azzate Pieve di Varese.; 3.8.1662: Ill.mo Signor Michele Giuseppe figlio delli M. Ill.mi Signori Angelo Maria Beolchi e Giacinta BOSSI, iugali... il compadre è stato il Molto Ill.mo Signor Gio Batta BOSSI della Cura di Azzate, comadre l'Ill.ma Signora Hippolita Visconti Fagnana.
12.11.1646: La signora Clara Francesca figlia del M. Ill.mo Signor Carlo Antonio BOSSI e della M. Ill.ma signora Bianca iugali ....
Dal registro dei morti:
14.3.1673: Il Molto Ill.mo Signor Carlo Antonio BOSSI di anni 60 morì e fu sepolto in Robecchetto, nella chiesa parrocchiale di S. Maria della Purificazione.
Questi BOSSI, imparentati coi Beolchi (che possedevano case e terre in Robecchetto) scomparvero poi dai registri, contestualmente alla costruzione, nel vicino paese di Cuggiono, del palazzo della famiglia Beolchi (poi trasformato in ospedale ed oggi casa di riposo).
2) I BOSSI (Resegatti - Resegattini) della Padregnana (ci troviamo sempre in terriotorio di Robecchetto con Induno) ci sono ancora i discendenti; chiamati nel XVII secolo, "Messier"; ad esempio, nel Registro dei Morti del 1743: Francesca Catterina, figlia di Messier Gio Batta BOSSI detto Resegatti. 1747: Elisabetta, figlia del q. Giovanni BOSSI detto Resegatino. 1758: Anna Maria, figlia di Messier Antonio Maria BOSSI.
3) I BOSSI poveri (ci sono ancora i discendenti), massari, braccianti, comunque contadini (Vacchini, Scosiroli ecc.).1642 - elenco delle primizie date alla parrocchia: viene citato Battista Bossetto, pigionante senza terra, Gio Maria Bosso detto Scosirolo, pigionante con terra, Ambrogio BOSSI detto Scosirolo, massaro, tutti abitanti in Robecchetto, e Gio Batta BOSSI alla Padregnana.
Tutti già documentati nel XVII secolo (i registri parrocchiali partono dal 1640).

***

Della presenza della famiglia BOSSI in queste contrade si hanno notizie molto antiche. La stessa Cascinaccia posta tra Dairago e Villa Cortese fu di proprietà di membri della famiglia tanto che è stato ritrovato affrescato su una parete lo stemma: il bue, la cosiddetta arma parlante dei BOSSI. Inoltre, i BOSSI dovevano possedere ingenti capitali se prestavano, come è documentato, denaro ai comuni di Dairago, Turbigo e Buscate. La famiglia vanta origini lontane, ma la sua vicenda storica non è ancora stata studiata. La sua presenza è registrata anche a Busto Arsizio ed a Legnano nel cui museo sono conservati alcuni camini con lo stemma della famiglia raffigurante il bue andante.
E' certo che i sia i Visconti che i BOSSI furono proprietari di Induno.
Nel 1530 Federico Antonio BOSSI fu Giovanni Luigi sposa Costanza de Alzate; ebbero tre figlie, Antonia, Ippolita e Isabella.
Nel censimento del 1588 a Induno sono citate varie famiglie: Sasso-Risi, Pisoni, Crivelli, Lampugnani, Beolchi, Cesare Visconti, Ludovico BOSSI, Croce, Gallarati. Altri personaggi presenti nella storia sono il marchese Galeazzo BOSSI q. Fabrizio; marchese Clerici, marchese Fagnani.
Il palazzo del marchese Rafaele BOSSI. Nel 1856 il palazzo di Rafaele BOSSI è individuato con un mappale 1, costituito da 52 stanze. C'erano in questo cortile della cancellate secentesche tardo berain... la parte rustica contava altri 73 vani tra cui la ghiacciaia e il locale pel torchio.

***

Altre notizie provengono dai due archivi di Robecchetto e Malvaglio, (due parrocchie, un solo comune) e da appunti sparsi:
1) In una pergamena del 21.3.1486 custodita in archivio viene indicato come notaio rogante Giuseppe BOSSI, Notaro Imperiale e della Curia.
2) Vi è poi una lettera del 1792 di Melchiorre BOSSI, fattore del marchese Gio BOSSI di Como.
3) 1339 (archivio di stato): Pietro BOSSI vende ad altro BOSSI, chierico e familiare di Azzone Visconti, parte delle "decime".
4) 1656 (archivio di stato): l'osteria della Padregnana è affittata ai BOSSI (Resegatti?);
5) 1614. Nei documenti in archivio viene citato Bernardo BOSSI.
6) Sempre in archivio vi è la storia del giuspatronato sulla chiesa dell'Assunta in Induno, a seguito di una annosa vicenda giudiziaria. Si dice che detto giuspatronato, sorto nel 1599 a carico di Sacriparte Risio, passò per diritto di successione a don Benigno e don Giovanni BOSSI, di Musso con diritto di nomina del cappellano.
7) Dopo la morte nel 1802 di Giovanni BOSSI (sepolto nella chiesetta di Induno, stando ai documenti), la sua eredità - nel 1815 - venne divisa fra i tre figli: Benigno, Rafaele e Galeazzo . Successivamente Benigno, cui vennero assegnati i beni in Induno, Cuggiono e Malvaglio formanti 1/3 del patrimonio, vendette i suoi beni al fratello Rafaele, abitante in Milano, contrada del Monte, 870.La figlia di Rafaele e di Emilia Visconti, donna Giovanna Piazzoni, venderà poi la cappellania di Induno a Giuseppe Pagani nel 1869.
8) Nei registri parrocchiali di Malvaglio è annotato il battesimo di Donna Teresa Virginia Angiola (bimba nata 8.6.1786) dell'Ill.mo don Giovanni BOSSI e di donna Clara Rossini.
Nel 1734 è annotata la morte di donna Virginia, figlia di Galeazzo BOSSI e donna Eleonora (Della Porta), di anni 2.
Il 9 maggio 1800 è annotata la morte di Melchiorre BOSSI, agente di don Giovanni BOSSI, di anni 42.
1802. Morte del "cittadino" Giovanni BOSSI, marito della cittadina Clara Rossini, di anni 68, sepolto nell'Oratorio di Induno. Con l'arrivo di Napoleone sono scomparsi tutti i titoli nobiliari.

***

Situato lungo la strada che collega Robecchetto a Cuggiono, il piccolo centro rurale sorse inizialmente come casino di caccia al tempo dei Visconti, per essere poi trasformato nel corso del settecento in un grande ed autosufficiente complesso agricolo con un articolato sistema di corti, dominato dall’aristocratico palazzo BOSSI, divenuto residenza della nobile famiglia.

***

A Robecchetto con Induno c'erano poi i BOSSI di Castel Musso, argomento della pagina seguente.

segue

La Val Mastallone,
misera e sperduta valle alle pendici del Monte Rosa, e Cravagliana
nello specifico, furono la umile culla di un vetusto casato.