CRAVAGLIANA
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CONSORZIO STRADALE DI VAL MASTALLONE

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Durante l'anno 1851 il geometra incaricato Cristoforo Grober si prodigò per redigere il progetto della nuova strada carrettiera con i relativi allegati. Nella descrizione delle opere e nei capitoli relativi vennero stabiliti i criteri ed i metodi da seguire per l'esecuzione del progetto; nel 1^ tronco da realizzare, che partiva dal Ponte della Gula ed arrivava alla piazza davanti alla chiesa parrocchiale di Cravagliana per una lunghezza mt. 4.823.25, la strada doveva avere una larghezza continua di mt. 4 compreso lo spessore del muro di parapetto ed un fossetto laterale largo 30 cm. e alto 20 cm. Per ottenere un risparmio della spesa per il taglio della roccia da praticare in alcuni tratti si stabilì di ridurre la larghezza della carreggiata a mt. 3.50. Per quel che riguarda il ponte presso l'abitato di Bocciolaro si decise di mantenere quello esistente in quanto dimostrò di avere sufficiente solidità ed ampiezza per il transito di un carro; per gli altri ponti da costruire vennero descritti ampiamente i metodi e le caratteristiche nella stesura dei capitoli d'arte. Per quel che concerneva le indennità dei terreni occupati dalla strada si stabilì che erano a carico del Consorzio, mentre le somme dovute per passaggi, soste, danni erano a carico dell'impresario; sempre a carico di quest'ultimo erano i risarcimenti, contemplati in perizia, per la demolizione di due tettoie a Bocciolaro. Inoltre fu data facoltà all'Amministrazione di modificare, variare i lavori a seconda delle esigenze ed attraverso il direttore dei lavori di apportare dei suggerimenti in corso d'opera. La costruzione della nuova strada carrettiera venne valutata in perizia L. 63.000 da pagarsi in rate di L. 5.000 in proporzione all'avanzamento dei lavori. Dopo tre mesi dalla conclusione dei lavori si sarebbe richiesto il collaudo provvisorio mentre quello definitivo sarebbe stato fatto solo dopo sei mesi. Il 4 dicembre 1851 venne convocato a Cravagliana il Consiglio Consortile per deliberare sul progetto presentato dal geom. Grober: dopo aver preso atto degli incartamenti i membri dell'Assemblea votarono a favore. Venne dato incarico ai singoli Comuni di provvedere direttamente all'esproprio dei terreni, da occuparsi con la strada, che ricadevano nel loro territorio e di adempiere al risarcimento. Il Comune di Cravagliana dovendo sostenere una spesa di L. 3.000 e non avendo la possibilità di pagare subito decise di vendere alcuni boschi comunali. A tale scopo richiese l'aiuto del sig. Intendente che delegò una "persona disinteressata ed intelligente, capace di valutare i boschi e indicare i più idonei alla vendita in quanto giunti a maturazione e pronti per il taglio". Per evitare al Comune di dichiarare la pubblica utilità dei terreni necessari all'allargamento della strada consortile si sperava di poter ottenere questi gratuitamente o per concessione amichevole dei proprietari. Come di consuetudine per la costruzione di opere pubbliche venne indetta un'asta per il giorno 14 maggio 1852 per l'incanto delle opere di costruzione ed allargamento del tratto di strada compreso tra il Ponte della Gula e l'abitato di Cravagliana. Nel manifesto di avviso d'asta si indicarono i lavoro da eseguire e si precisarono le modalità con cui questa doveva avvenire. L'appalto sarebbe stato eseguito nell'interesse del Consorzio e non sarebbe stato concesso se non in conformità alla perizia, sotto osservanza dei capitoli generali ed addizionali, dei piani e dei disegni del geom. Cristoforo Grober. Le opere dovevano iniziare subito dopo "l'atto di sottomissione" dell'impresario ed essere ultimate entro due anni dall'approvazione del contratto di appalto. Per partecipare all'asta chi era interessato doveva presentare anche il suo certificato di idoneità rilasciato da un ingegnere conosciuto o da un architetto in data non anteriore ad un anno ed un vaglia, "di persona rispettabile", del decimo del prezzo di perizia che sarebbe stato riconsegnato all'impresario appaltatore dopo tre mesi dal collaudo dei lavori. Quindi il 4 maggio 1852 nella città di Varallo Sesia alle 12.00 circa ebbe luogo l'asta pubblica vinta dal sig. Giovanni Battista Gianoli, "del vivente Giuseppe Antonio, nativo e residente a Campertogno", per la cifra di L. 49.423.50 dovuta al ribasso del 21,55% sul prezzo di perizia. In data 28 aprile 1855 l'ingegnere collaudatore Fiorio si recò nella Val Mastallone per il consueto sopralluogo alla fine dei lavori; durante la visita fu accompagnato dai rappresentanti dei Comuni e del Consorzio e dal geom. Grober, progettista e direttore dei lavori. Dopo aver valutato ciò che era stato eseguito, e in considerazione che i lavori furono eseguiti a regola d'arte si rilasciò la relazione di collaudo e si ritennero equi gli aumenti riscontrati dall'impresario appaltatore per opere di spaccatura delle rocce ed opere murarie non contemplate in perizia.

 

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