

IL COMUNE: l'amministrazione
Voglio
far notare che il 23 marzo 1890 il Consiglio Comunale aderì all'istanza
presentata da 52 elettori affinché i consiglieri comunali venissero
ripartiti per frazione. Si dispose che tale suddivisione si facesse fra le
tre parrocchie, assegnando 6 consiglieri alla parrocchia di Cravagliana -
Centro, 5 a quella di Ferrera e 4 all'altra di Brugaro.
In un primo tempo approvata, questa istanza ebbe il solo torto che le diverse
frazioni non rappresentate in seno al Consiglio Comunale vennero irrimediabilmente
trascurate. D'altronde non era possibile assegnare un consigliere per frazione
essendo i posti di consigliere quindici e si constatò come nelle votazioni,
con il metodo studiato, si ebbe una grande dispersione di voti.
Non fu raro, infatti, il caso di consiglieri eletti con cinque o sei voti.
Per dover di cronaca ricordo che in quegli anni Cravagliana aveva una popolazione
che sfiorava le millecinquecento anime. Per ridare dignità alla carica
di consigliere, affinché gli stessi fossero scelti fra tutti gli elettori
ed entrassero in Consiglio con la maggioranza dei voti e non con una minima
parte di questi, il 19 maggio 1920, il decreto venne annullato.
Allacciandomi ad un passo poc'anzi accennato, voglio affermare il concetto
che la molteplicità delle frazioni e quindi la disgregazione degli
abitanti, avevano portato al disaccordo degli animi ed a lotte accanite ogniqualvolta
si presentava la necessità di compiere opere di pubblica utilità,
lotta che andava sempre accrescendo anche perché non frenata da onesti,
imparziali e saggi amministratori.
