

LE FRAZIONI: Canera
Dirimpetto
a Giavinali, a sinistra della strada, una passerella mi invita a Canera: forse
il suo nome è l'abbreviazione di canvera, ossia luogo ove si coltivava
la canapa.
In questa piccola frazione mi faccio accompagnare... da alcune pennellate
di un autore d'eccezione, quel Raffaele Tosi, definito per antonomasia il
poeta della Val Mastallone. Cinquant'anni fa il Tosi scriveva così:
"Canera cos'è? Rispondiamo subito: è una frazioncina di cinque o sei case, posta a poche centinaia di metri da Cravagliana, ed alla quale si accede mediante una passerella sospesa su cavi, che ondeggia, nel passarvi sopra, al pari di un'altalena. Nulla di veramente interessante, in questo luogo che somiglia più ad un eremo che ad un paese: ma vi è la solita fragranza di erbe alpine, la solita folta erborea vegetazione, la solita mistica pace sotto il cielo pieno di voli... ".
Canera dunque una dozzina di case ed una piccola chiesetta
dedicata a Sant' Anna.
All'interno di questo piccolo oratorio vi era una tela seicentesca, ora rimossa
poiché ridotta a brandelli, raffigurante Sant' Anna nell'atto di consegnare
una mela al Bambin Gesù. Il dipinto potrebbe essere opera di Carlo
Borsetti, ma c'è anche chi lo attribuisce ad Antonio Orgiazzi: non si osa
scendere ai minori del '700, perché la purezza dello stile e delle figure
non lo permettono.
Nel chiesuolo vi è pure conservato il busto, in legno
dorato, di una figura femminile.
Questa scultura vi contiene una reliquia ed esattamente due "EX - OSSIBUS
F. ANNAE M. B. V.". Il tutto è regolarmente certificato dal cancelliere
vescovile con data 23 giugno 1783 e reca i sigilli di ceralacca.
Alla chiesa di Sant' Anna vi è pure un legato di don Giovanni Battista
Nanotto, nativo di Canera (di certo si sa che nel 1596 fu curato a Scopello),
il quale alla sua morte lasciò tutti i suoi averi alla piccola chiesuola
che egli stesso aveva fatto costruire. Il sacerdote volle che dopo la S. Messa
della festa titolare sia distribuito il pane benedetto; usanza ancora oggi
in uso.
Difatti il 26 luglio, festa di Sant' Anna, dopo la S. Messa, nella piccola
chiesa era tradizione benedire il pane e poi distribuirlo in ragione di una
piccola forma ad ogni famiglia della parrocchia intervenuta alla funzione:
il tutto a spese della fabbriceria della chiesa parrocchiale. ("Causa
la Guerra Europea e conseguente requisizioni di generi alimentari, non si
poté acquistare e distribuire il pane per la festa nell'anno 1917 e
1918").
Una nota del 24 luglio 1885:
"pane somministrato al signor parroco di Cravagliana per la festa di S. Anna - numero dei Chilogrammi 14 a 0.40 lire al Chilogrammo per un importo totale di £. 5 e 60 centesimi ".
Nei dintorni di Canera avrebbero dimorato, secondo
una lontana credenza gli Armanoit, uomini pelosi e selvaggi, alti e scuri
di pelle. Essi avrebbero abitato in profonde caverne scavate nelle pareti
della montagna e stavano lassù nascosti nei boschi e solo di rado scendevano
fra la gente.