

LA PARROCCHIA: le consuetudini
Durante il tempo utile per fare la comunione pasquale,
secondo l'antico uso tradizionale, veniva distribuito, a coloro che si accostavano
alla sacra mensa eucaristica, il biglietto pasquale. Il più antico
biglietto pasquale distribuito dalla parrocchia di Cravagliana che si conservi
ancora è dell'anno 1694.
Nella notte del S. Natale del 1850 venne esposta, per la prima volta, alla
venerazione dei fedeli con decorosa illuminazione, una piccola statua del
Bambino Gesù.
Fino al 1850 si pagava al parroco, da parte della popolazione, la decima ossia
un'offerta, in natura, di una parte dei propri redditi da devolversi alla
chiesa, consistente in una staia di biada per ogni famiglia. Nel 1850 il Comune
le affrancò, mediante il pagamento annuo di £. 350, somma che
pagò fino al 1887. Da quell'anno, in seguito a disposizione legislativa,
il Comune le abolì e non pagò più. Nel 1895 il parroco
don Zanetta fece causa al Comune che fu condannato a pagargli tutti gli arretrati,
dal 1896 (per un importo di lire 600 annue) fino alla sua morte che seguì
nel 1899. Da allora in poi né il Comune né le famiglie pagarono
più nulla.
Ogni famiglia delle frazioni di Cravagliana - Centro, Casone, Giavinali e
Canera, dava ogni anno un carico di letame al parroco il quale però
doveva pensare lui a mandare a ritirarlo a casa dei singoli debitori. Questa
pratica era in uso nell'anno 1900 e fu mantenuta fino al 1909.
A memoria d'uomo non si ricorda che vi fosse l'uso di fare il presepio nella
parrocchia di Cravagliana, ma sembra probabile che in antico si facesse con
figurine di cartone dipinto, delle quali alcune si trovano ancora in qualche
famiglia di Cravagliana. Qualcuna di queste figure, assai graziose, nell'anno
1918, furono poste nel museo parrocchiale di Cravagliana ed elencate nel relativo
catalogo. L'uso di fare il presepe con piccole statue fu introdotto per la
prima volta da don Bagnati per la festa di Natale nell'anno 1912.
Anni addietro il 20 maggio vi si recava in processione partendo dalla parrocchiale
all'oratorio di San Bernardino.
La settimana santa è anche detta "settimana delle tenebre"
poiché rappresenta il lutto della chiesa per la morte di Gesù.
Dal giovedì santo fino alla notte del sabato santo non suonano le campane:
al loro posto, ancor oggi a Cravagliana, è d'uso girare il paese facendo
rumore con il tanebri, in italiano le raganelle, ed il tanabrun, ossia le
scarabattole.