CRAVAGLIANA
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le doux nid CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA


LA PARROCCHIA: i redditi della parrocchia

Vergato dal notaio Cusa ho trovato in archivio parrocchiale un interessante documento che mi accingo rendere pubblico: "Stato dei redditi della Parrocchia della Comune di Cravagliana in Valsesia, compilato giusta le norme prescritte dalla rispettata Circolare della Vice - Intendenza delli 8 agosto 1819. N° 26".
Detto che la parrocchia era nominata come "Maria Santissima Assunta in Cielo", passo a citare la "Rendita effettiva in diverse specie di redditi".

Pesi inerenti

            N° 63 Messe per il popolo a L.1.54:                 L.    97.02

Il reddito totale in lire nuove di Piemonte constò dunque di L. 328.45, e che il reddito, come si legge in una postilla appena sotto, "ammonta di L. 391.66 giacche non vuol essere compresa la partita 32.90, e così rimane di deficiente L. 108.44".
Nel riguardo riguardante le osservazioni leggo le seguenti note informative:

"Sul provento de' Legati il Sig. Pievano è obbligato di soddisfare in ogni anno n.° 102 Messe parte in canto e parte in recita nella chiesa Parrocchiale, e con n.° 43 dette negli oratori dei diversi cantoni della Parrocchia estesa per la lunghezza di sei miglia. Più è tenuto alla celebrazione di una messa cantata con uffizio in ogni mese per il Legato Fiora, e di due altri uffizi in ogni anno per gli anniversari delli defunti Sig.ri Don Spirito Ant.o Iuva già Pievano di questa Parrocchia, e Giuseppe Regaldi, in modo che il loro reddito è più che assorbito dai narrati pesi, avuto ad ogni cosa l'opportuno riguardo e considerato altresì che restano a carico del Sig. Pievano la provvista della cera in occasione che si soddisfano i predetti Legati Fiora, Iuva e Regaldi, le spese delle congregazioni, e quelle de' trasporti de' generi da Varallo e simili".

Annotato che il Pievano di Cravagliana all'epoca era Gioacchino De Matteis, il documento che reca data del 22 agosto 1819, fu sottoscritto, oltre dal citato notaio Cusa ("segretaro"), dal sindaco Bogliani, Ghelma vice - sindaco; Giuseppe Pomi primo consigliere e da Giovanni Battista Pomi consigliere.
Tutta la Val Mastallone è un fiorire di cappelle, chiese, chiesette ed oratori: ogni frazione ha la sua chiesa, più o meno importante e, tra una frazione e l'altra le edicole ai vari santi, i più popolari tra i quali sono S. Rocco e S. Defendente, costituiscono, si può dire, le pietre miliari. Al punto che molte giacciono dimenticate in località deserte: e può capitare, a chi si arrampica su una cima solitaria, di trovarsi all'improvviso di fronte ad un oratorio del '400.
Sono molte le cappelle sorte in tempi diversi entro la parrocchia di Cravagliana (a metà secolo scorso il computo del canonico Romerio assegnava ben 71 chiese). Alcune di esse sono probabilmente scomparse, devastate dalle intemperie o distrutte dagli uomini; altre resistono... e aspettano un po' di considerazione da parte della comunità perché il loro messaggio non vada perduto.
Sono segni spesso toccanti della pietà dei padri ed ognuna di essa ha certamente una storia, anche se non sarà possibile raccontarla. Un elenco che oserei dire completo è difficile da farsi poiché è facile pensare che qualcuna resti nascosta e negletta chissà dove.
Generalmente queste cappelle si trovano lungo la strada principale e rappresentano punti di riferimento non solo geografici, ma spirituali e devozionali; talvolta erano cappelle - rifugio.
Vicino ad esse, e talvolta sotto lo stesso tetto che copriva la santa immagine, un sedile in pietra, una "posa" che permetteva di depositare un momento il pesante carico dell'alpigiano, per riprendere fiato e dire anche una preghiera.
Una delle cappelletta più importanti senza ombra di dubbio alcuno è quella dedicata a S. Stefano, ubicata sulla provinciale poco prima dell'abitato di Giavinali.
La Cappella di S. Stefano volge le spalle al turista questo anche in considerazione del fatto che ai tempi la strada passava giustappunto tra il piccolo chiesuolo ed il fiume.
L'interno di questa edicola fu dipinto della bottega del Peracino di Cellio nel 1820 (con una po' di maestria s'intravede la firma autografa Peracini). L'artista volle riprodurre in affresco il fatto del rapimento del busto taumaturgo del santo. Sullo sfondo del quadro svettano i Corni di Grignano: in basso saltella mansueto il Mastallone e si vede snodare il lungo corteo di autorità e popolo. Avanti, solenni, il crocefisso, la fiaccolata ed un manipolo di giovinette in un bianco velo e quindi il pievano. Incedono tutti festosi, circondati dalle autorità civili in marsina e dai fabbricieri, recando trionfalmente la sacra statua: si può arguire che i fedeli stiano scandendo il jubilate Deo.
La maggior parte di queste cappelle invoca l'aiuto di noi frettolosi passanti non più avvezzi alla fatica ed alla preghiera.
Di alcune di queste cappelle ne faccio menzione in varie parti del presente volume.
Lo specchietto seguente vuol rappresentare le variazioni delle parrocchie, dei parroci e degli abitanti del vicariato della Val Mastallone, facendo riferimento al periodo di massima espansione demografica della valle.
Una breve nota: alla voce preti intendo quei sacerdoti con specifici compiti istituzionali.

ANNO

PARROCCHIE

PRETI

ANIME

1878

8

10

6528

1896

7

10

4655

1903

7

8

4655

1914

7

10

4300