

LA PARROCCHIA: i parroci
Detto che prima del 1517 la parrocchiale di Cravagliana
non era ancora retta da un parroco ma da un "presbitero capellano"
(sacerdote cappellano), per la nomina dei parroci a
Cravagliana, in tempi remoti, è stato seguito il sistema dei curati
porzionari, cioè venivano nominati coloro che avevano un qualche interesse
in zona e ciò tenuto conto anche dell'ampiezza di giurisdizione parrocchiale
assegnato.
Il parroco di Cravagliana era il sacerdote principale della valle e per questo
gli fu assegnato il titolo di pievano mentre al suo più stretto collaboratore
spettò il titolo di primicerio. Questo titolo fu poi assegnato al parroco
di Ferrera nel momento in cui fu fondata la parrocchia.
Prima del 1590 a Cravagliana non esistevano Cappellani: c'era solo il Parroco
ed il vice parroco: i cappellani titolari di un Beneficio in parrocchia a
Cravagliana vennero molto tempo dopo, ma solo a Brugaro nel 1671, a Pianaronda
nel 1673 ed infine a Selva nel 1690.
Dal 1782, in rispetto al testamento lasciato il 12 marzo 1776 dal Rev. Abate
Sac. don Pio Alberganti, al pievano venne affiancato un Coadiutore.
E' con atto del 21 maggio 1782, allo scopo di provvedere all'adempimento dei
pesi religiosi disposti dal benefattore, che si deliberò la costruzione
di una "Coadiutoria perpetua laicale mercenaria", "aggiungendosi
ed addossando al Cappellano anche l'obbligo dell'insegnamento scolastico".
"Sarà tenuto il Cappellano Coadiutore in perpetuo inservire in
qualunque ora e luogo della predetta Parrocchia di detto luogo di Cravagliana
a tutti li Sig.ri Parrochi per sempre di detto luogo di Cravagliana, tanto
nell'amministrazione de' Santissimi Sagramenti al cui effetto dovrà
sempre essere confessore, quanto in quelli coadiuvare nelle cose spettanti
alla cura delle anime, come pure sarà tenuto in perpetuo di far scuola
ed insegnare leggere, scrivere, l'aritmetica ed i primi rudimenti della grammatica
dal principio di Novembre sino al tutto Giugno di ciascun anno, beninteso
che quella non debba tralasciarsi ancorché vi fosse uno scolaro solo
e sopratutto instruire nella dottrina Cristiana i fanciulli e giovinotti della
detta Parrocchia di Cravagliana, e ciò tutto senza stipendio alcuno
ed a gratis".
Così si trova scritto nell'art. 3 dello "Istrumento di erezione
della Cappellania Coadiutorale istituita dal Comune di Cravagliana".
Una precisazione: a quei tempi l'istruzione scolastica era rivolta solo ai
maschi; fu solamente qualche anno prima dell'Unità d'Italia che il
Re rese obbligatorio l'insegnamento a tutti i fanciulli indistintamente maschi
e femmine.
Per adempiere a questi servizi al Coadiutore venne assegnata in dote una casa
sia per uso abitazione sia per uso scuola. "Una saletta inferiore con
casa da fuoco annessa, ed anche le due stanze superiori una delle quali detta
comunemente della Madonna, la quale abitazione resta situata a mano destra
della strada maestra che va a Fobello".
Questa casa, che fu ubicata nei pressi della chiesa parrocchiale, venne denominata
appunto Casa Coadiutoria; la Coadiutoria ebbe a funzionare fino al tempo del
pievano don Zanetta, durante la cui reggenza, per le varie divergenze e liti
insorte tra il parroco ed il Comune di Cravagliana, non fu più nominato
il Coadiutore.
Quando scomparve la figura del Coadiutore, la casa fu fatta oggetto di altri
obiettivi. Il 9 maggio 1880 il Consiglio Comunale di Cravagliana deliberò
una ristrutturazione dell'edificio ma esattamente un anno dopo, essendo aumentate
le spese per il riattamento, si credette più opportuno acquistare un
altro immobile, posto sempre nella piazza della chiesa ed in vendita a lire
1.000, da usufruire come plesso scolastico.
A tal proposito si presentò un'istanza al Ministero degli Interni onde
averne l'autorizzazione. Ma il 15 aprile 1883 si deliberò di soprassedere
all'acquisto cosicché la coadiutoria rimase desolatamente vuota.
Il 31 maggio 1901 la Casa Coadiutoria fu considerata pericolante ed il Comune
il 13 luglio decise per la demolizione del fabbricato. Il 15 settembre 1902
la Provincia chiese all'Amministrazione Comunale quali titoli aveva per poter
alienare la costruzione, e così non se ne fece più niente.
Nell'anno 1905 iniziò una transazione fra il Comune e la Coadiutoria,
i cui beni erano considerati di notevole interesse. "Una lite incerta,
difficile, interminabile e costosissima", citando don Bagnati; finché
la soluzione fu che il Comune corrispose al parroco don Bagnati £. 350
annue e fu libero di disporre di tutto il patrimonio. La Coadiutoria fu demolita
(sopra una vecchia trave si trovò scolpita la data del 1665) fino alle
fondamenta nell'autunno dell'anno seguente, in quanto, secondo la perizia
tecnica eseguita dal geometra Ianni, non fu più suscettibile di convenienti
riparazioni, e venduta alla Società di Mutuo Soccorso di Valle Mastallone
ed alla Società di Cooperativa di Consumo di Cravagliana.
Chiuso questo breve sconfinamento voglio segnalare i parroci che si sono succeduti
a reggere la parrocchia di Cravagliana. Ovviamente la serie dei parroci comincia
molto più addietro negli anni, ma a causa dell'incendio del 1616, se
n'è persa ogni traccia.
don ALBERGANTI Giacomo (1)
dal 1644 al 1678;
don TARTAGLIOTTI Giuseppe Antonio 1678 - 1690;
don BODMER Giovanni Cristofeto (2)
1690 - 1697;
don PEROTTO Giovanni Maria (3)
1698 - 1709;
don PEROTTO Francesco Antonio (4)
1709 - 1736;
don RAGAZZI Giovanni 1737 - 1755;
don IUVA Spirito Antonio (5)
1756 - 1796;
don DE MATTEIS Gioacchino (6)
1797 - 1846;
don CERUTI Martino 1846 - 1849;
don PECO Fedele 1849 - 1866;
don ZANETTA Bernardo (7)
1866 - 1899;
don BAGNATI Pietro 1900 - 1918;
don PORTIGLIOTTI Pietro 1918 - 1943;
don CERVIA Adriano 1943 - 1945;
don FIORINO Biagio 1945 - 1948;
don FORMAGGI Enrico (8)
1948 - 1990;
don MASSERONI Eugenio 1993 - 1995;
don ORSANIGO Vittore 1995 - 2007;
don VANZAN Giuseppe 2007 - ...
Ho ritenuto opportuno ricordare, nei vari passi del libro, i parroci succedutisi
nelle parrocchiali di Cravagliana, Brugaro e Ferrera; ricordarli perché
hanno avuto sempre una parte essenziale nella vita di un paese, soprattutto
in quei piccoli centri come il nostro.
(1): Morì
nel 1693 a Cravagliana e fu sepolto nella tomba dei parroci in mezzo alla
chiesa parrocchiale.
(2): Morì e fu sepolto a
Cravagliana.
(3): Fu sepolto a Cravagliana.
(4): Come il suo predecessore,
apparteneva alla patrizia famiglia dei Perotto di Pianaronda. Morto a Cravagliana
nel 1736, fu sepolto sotto il portico davanti alla porta maggiore della chiesa
parrocchiale.
(5): Fu il primo parroco che ricevette
- decreto del 10 luglio 1788 di Mons. Balbis Bertone, Vescovo di Novara -
il titolo di Pievano per sé e per i suoi successori. Morì a
Cravagliana nel 1796 e sepolto nella tomba dei parroci nella chiesa parrocchiale.
(6): Morì a Cravagliana
e fu l'ultimo parroco sepolto nella tomba dei parroci nella chiesa parrocchiale.
(7): Fu sepolto nella cappelletta
del cimitero (ossario).
(8): Sepolto nel cimitero di Cravagliana.