CRAVAGLIANA
CRAVAGLIANA
le doux nid CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA


LA PARROCCHIA: il Premio della Virtù

Dal testamento del Rev. Canonico Nicolao Sottile (nobile figura del clero valsesiano nonché, come ho già scritto, storico sociale, redatto il 17 maggio 1828:

"... bramoso il signor testatore di promuovere l'amore dell'umanità, ossia la Carità Cristiana fra le donne di Vallesesia, vuole che ogni anno si faccia nella prima domenica di giugno una festa, in cui, si darà un premio ad una figlia nubile che nel suo Vicariato si sarà distinta fra le altre per qualche tratto d'umanità, opiù di Carità. Si principerà dal Vicariato della Valgrande, e quindi da quello della Val Piccola, poi da quella della Valle Mastallone, quindi andrà in giro per tutti quelli della Vallesesia...".

Il premio era consistente in "una medaglia d'oro del valore di una doppia di Genova, compreso l'importo, la quale sarà sostenuta da un nastro blu: quindi le darà una borsa, e vi sarà entro cento lire di Milano ... ella avrà sempre il diritto di venire ogni anno al pranzo ... Questo pranzo dovrà essere abbondante, ma non deve essere di lupo, ed oltrepassare sei piatti, compresa la minestra ... I signori giudici del merito delle figlie onoreranno il pranzo, ed il sig. Tesoriere farà bene di invitarvi le autorità del paese, qualche persona distinta ... attratta dalla compiacenza di vedere premiata la Virtù della Carità, che trovasi in tante bocche ed in così pochi cuori ...". I "giudici del merito" erano i pievani delle varie parrocchie valsesiane.
Nell'archivio parrocchiale di Cravagliana, precedentemente al 1900, non ho trovato nessuna scrittura che facesse menzione di questa istituzione "Premio della Virtù" per la parte che ebbe ad interessare la parrocchia medesima. Da precise informazioni, però, risultò al pievano don Pietro Bagnati che detto premio fu assegnato in questa parrocchia nel lontanissimo 1845 a Francesca Alberganti. La candidata di Cravagliana era stata premiata per diverse opere di carità: aveva dato ricovero a Giuseppe Bogino, anziano ed ammalato, aveva accudito i bambini di Marianna Calderini quand'ella si era ammalata, aveva salvato la vita a Carolina Bossi, che si era smarrita di notte nel bosco, aveva dato ospitalità a più riprese a persone anziane e bisognose.
E' appunto don Pietro Bagnati a fornirci le prime indicazioni riguardanti la parrocchia di Cravagliana circa il suddetto premio.
Dalla lettura delle domande per ottenere il Premio Sottile, emergono con evidenza le condizioni di vita delle donne cravaglianesi nella seconda metà dell'Ottocento, così come vengono descritte da loro stesse: Anna Ceralli, di Cravagliana, di anni 19, raccontava in questo modo la sua esperienza: "Il 14 settembre 1861 crudele morbo rapiva ai vivi Ceralli Maria dell'Ordrovago di Cravagliana, la quale lasciava al marito il figlio Giacomo d'anni 5, il figlio Antonio d'anni 3 e la figlia Anna di mesi 3. Il marito per qual motivo non si sa, liquida ogni sua sostanza, consegna a balia la figlia Anna pagandone l'importo anticipato di sette mesi, ed abbandonando figli e parenti lascia il comune dopo appena quattro settimane. La famiglia della defunta, composta dal padre Ceralli Giovanni Maria e dalla madre Galletti Catarina, ambedue in avanzata età e privi di beni di fortuna, ritira con sé gli abbandonati figli e provvede al loro alloggio, vitto, vestiario ed educazione provvedendo ai due figli per l'apprendimento del mestiere, cosicché ben si vede che quasi ogni peso versava sulla giovane e virtuosa Ceralli Anna, la quale lavorando da mane a sera provvedeva a tutto il necessario". Non mancavano le nubili che gratuitamente si prodigavano nella cura degli ammalati, anziani, poveri e soli, pur non avendo alcun legame di parentela con essi. Maria Bossi, di Cravagliana, 23 anni aveva curato un pover'uomo di 65 anni, malato di tifo, che tutti evitavano per non rimanere infettati dalla malattia. Anche le intemperie, come inondazioni e valanghe, rappresentavano un pericolo per le persone, che dovevano muoversi in condizioni atmosferiche avverse. A titolo d'esempio una supplica di Maria Tosi recante la data del 26 aprile 1861. "Nel giorno di S. Stefano dell'anno 1859 dietro una straordinaria caduta di neve precipitò una enorme valanca nel cantone di Ordrovago, frazione di Cravagliana, la quale copriva quasi tutte le case. Due figli in tenera età di certo Tosi Giovanni, trovandosi vanti la porta della loro casa rimasero tosto sepolti nella neve, la madre dei bambini spaventata si mise a gridare, al qual grido accorse l'esponente Tosi Maria, la quale sola con stento e colle stesse sue mani per non offendere i sepolti figli si mise a smuovere con tutta precauzione la neve finché rinvenutili l'uno poi l'altro restituì sani alla madre addolorata della loro perdita".
Cinque segnalazioni erano state fatte da don Bagnati nel 1902 (anno in cui spettava ai sette parroci del Vicariato di Val Mastallone presentare le domande per la designazione del Premio della Virtù): Anna Pomi di Giuseppe e di Teresa Casaccia, di quindici anni di Giavinali; Proserpina Ferraris di Giovanni e di Maria Domenica Orgiazzi, di trentacinque anni sempre di Giavinali; Margherita Bossi fu Paolo e Rosa Teresa ..., di venticinque anni di Cravagliana; Angiolina Tosi fu Giovanni e fu Rosa Scoccini, di vent'anni di Ordrovago; Caterina Perona fu Giovanni e di Caterina Ferraris, di ventidue anni di Canera.
Nessuna fanciulla ebbe il premio.
Nel 1911, venuto ancora il turno delle parrocchie di Val Mastallone, vennero inoltrate tre domande: Caterina Perona fu Giovanni e di Caterina Ferraris, di trentuno anni di Canera; Maria Tosi fu Antonio e di Maria Calderini, di vent'anni di Roncaccio; Fortunata Ferraris fu Giovanni e di Maria Domenica Orgiazzi, di trentatré anni di Giavinali.
In data 23 maggio 1911 il pievano di Cravagliana veniva avvertito che il premio era stato aggiudicato a Caterina Perona; e sempre con la stessa missiva s'invitava il parroco di recarsi a Varallo Sesia dal prevosto per combinare la festa. Festa che venne poi fissata per il giorno 16 luglio, proprio in occasione della solennità di Maria SS.ma del Carmine.
Vediamo per inciso la domanda riguardante "Perona Catterina fu Giovanni e di Ferraris Catterina, d'anni 31 di Canera. Ella narra che il giorno 30 maggio 1910 trasse dal Mastallone mentre veniva trasportato in giù dalla corrente ingroffata il fanciullo di quattro anni Perona Giacomo di Giulio, suo nipote, caduto dal ponticello che stava attraversando presso alla Canera. La sua domanda in data 22 marzo 1911 è stata sottoscritta da lei e da Nanotti Angelo, Perona Felicita e Pomi Maria; e porta il Visto del Sindaco di Cravagliana G. Scoccini in data 1 aprile 1911".
Don Pietro Bagnati così ci ha trasmesso gli eventi inerenti la premiazione della giovane donna.

"In detto giorno nella Chiesa Parrocchiale di Maria SS.ma Assunta fu consegnata la medaglia d'oro ("la medaglia d'oro avrà da una parte l'epitaffio Premio della Virtù e dall'altra Valsesia", leggo dal lascito del Canonico Sottile) e la borsa coi denari (medaglia del valore di ottanta lire e borsa contenente cento lire per provvedersi di vestiti nuovi) alla nominata Perona Catterina fu Giovanni della Canera dal Rev.mo Don Giulio Romerio, Canonico di Varallo Sesia, unitamente al Pievano di Cravagliana. Seguì la Messa solenne col panegirico detto dal Rev.mo Can. Romerio e la consueta processione col Simulacro di Maria SS.ma del Carmine ed il Vespro nel pomeriggio. Per la circostanza fu invitato tutto il Clero del Vicariato, sebbene una parte d'esso fosse poi stato impedito dall'intervenirvi da qualche impegno accidentalmente sopravvenuto. Il Sindaco di Cravagliana colla Giunta comunale, opportunamente e a tempo debito invitati alla Festa con lettera speciale d'invito, intervennero solamente al pranzo. Un simile contegno delle autorità civili non fu lodato. Furono pure invitati i fabbriceri della Chiesa Parrocchiale e di tutti gli Oratori della Parrocchia, il Custode, l'organista, il maestro della musica, la Perona Catterina coi principali suoi parenti, i consiglieri comunali appartenenti alla parrocchia di Maria V. Assunta, gli aventi diritto per precedenti premiazioni e qualche altra persona notabile, i quali tutti parteciparono anche al pranzo tenutosi in una trattoria di Cravagliana a spese del lascito del "Premio della Virtù" disposto dal benemerito Canonico Nicolao Sottile".

Nel 1935 trovo la successiva ed ultima segnalazione relativa al "Premio della Virtù": due le domande consegnate relative a Maria Novello del fu Costantino e a Marietta Tosetti del fu Michele.
Il "Premio della Virtù", che pure aveva già subito un'interruzione a cavallo tra il 1880 ed il 1885, venne definitivamente soppresso non molti anni fa.
Attraverso queste righe giunga il mio sincero ringraziamento all'amico Osvaldo Genova per avermi procacciato le notizie inerenti alla "Beneficentia" disposta dal Rev. Canonico Nicolao Sottile e depositata presso la parrocchia di Scopa.