

USI E COSTUMI: le antiche famiglie
Non prima però di aver detto che, dal primo libro nascite (anni compresi dal 1559 al 1614) della parrocchia di Varallo Sesia ricavo i seguenti nominativi:
FOGLIANI DE CRAVAGLIANA,
DE ALBERGANTO DE CRAVALIANA,
REFFO DE CRAPALIANA,
ALBERTUM f. IOSEPH PERNIGONI
sive de REFFO DE CRAPALIANA
(i Reffo sono qui più volte menzionati Pernigoni
sive de Reffo). Fuori dalla metafora, incontro, alle fondamenta di una bella
storia locale, alcuni nomi di validità.
Senza pretese accosto alla buona alcuni nomi accanto a quelli di antiche famiglie
originarie di Cravagliana.
In ordine rigorosamente alfabetico registro:
ALBERGANTI:
illustre famiglia ricordata per aver dato uomini che, nell'esercizio di pubblici
uffici e con opere di segnata carità, arrecarono maggior lustro e grandi
benefici al nostro paese. Con testamento, ricevuto dal notaio Racchetti di
Varallo Sesia, il 23 ottobre 1692, don Giacomo Alberganti legò alla
parrocchia 2.400 lire, obbligando inoltre i suoi eredi al mantenimento di
un cappellano, che, come abbiamo avuto modo di vedere, venne chiamato Coadiutore,
ed a pagare ogni anno una dote di 76 lire a due figliole della parrocchia
stessa. Il lascito venne estinto intorno al 1940.
Don Giacomo Alberganti fu anche il promotore del ponte, che scavalca il Mastallone,
a Grassura. Alberto Alberganti, capitano (Dux Crapalianae), fu Sindaco Generale
della Valsesia nel 1655 e rieletto poi nel 1663 e 1669. Suo figlio Giacomo
(nato nel 1667 e morto nel 1741) fu anch'egli capitano e reggente della Valsesia.
Pio Alberganti, abate, fu il secondo fondatore dell'ospedale di Varallo Sesia.
I membri della famiglia Alberganti poterono fregiarsi, già a metà
del Seicento, di un em-blema araldico: una porta fra due torri, custodita
da due guardie armate, che introduce a uno spazio protetto, riparo fortificato,
sovrastato dall'aquila imperiale e all'esterno dall'elmo cavalleresco.
BOGINO: povera famiglia di contadini. La famiglia dei Bogino, tutt'oggi esistente a Cravagliana (con il cognome mutato in Boggini), ha generato uno dei più famosi ministri del Regno di Casa Savoia: Giovanni Battista Lorenzo Bogino (1701-1784), ministro delle finanze di Carlo Emanuele III, Re di Sardegna, nonché Conte di Vinadio e di Miliandolo: suo bisnonno era di Cravagliana.
BOSSI:
ebbero qui la loro umile culla. Ricordato è lo scultore Giovanni Battista
di Bonaventura. Giovanni Battista nacque a Cravagliana nel 1812: lasciò
presto il paese, dove esercitava la professione di marmista, e si perfezionò
a Parigi. Delle sue opere conosciamo ben poco, e solo per tradizione orale,
comunque è pressoché certo che i suoi lavori fossero perlopiù
immagini sacre. Quando scoppiò la guerra franco - germanica e la conseguente
epidemia del 1870, anch'egli ne rimase vittima. Morì infatti di un'infezione
nel pieno della sua espressione artistica: la morte lo colse il 19 gennaio
1871 all'età di 59 anni; lasciò un unico erede Amedeo ed a lui
si deve il ricordo (eseguito con ogni probabilità nei primi anni del
1900 e restaurato nel 1983 dal mio amico Dante Bossi, discendente di cotanto
avo) addossato alla chiesa parrocchiale di Cravagliana. Il monumento raffigura
un angelo che ha appena terminato di effigiare il profilo dell'artista.
Una delle più care, benemerite e stimate figure valsesiane fu quella
del maestro Cav. Carlo Giuseppe
Bossi, già presidente per un ventennio del Consorzio Stradale
di Val Mastallone, già presidente della Società di Mutuo Soccorso
di Cravagliana di cui è stato sindaco per venticinque anni.
Mi sia concesso ricordare anche il mio carissimo compianto amico, nonché
incomparabile fonte di sapere di cose valsesiane, Ferruccio
Bossi. Ferruccio - fotografo - nato a Cravagliana nel 1925 e morto, in un tragico incidente stradale avvenuto nei pressi della sua abitazione di Canera, in una calda domenica del maggio 2007 - cultore di storia locale, fu un profondo
conoscitore del "vissuto" delle nostre genti, con particolare riguardo
agli aspetti del vivere quotidiano.
Ferruccio, svolse la
sua attività da sempre a Cravagliana della quale le sue foto rappresentano
la memoria storica. A lui fu dedicata anche una retrospettiva nell'estate
del 1992.
BOTTONE: generarono uomini di scienza e di legge. Ascanio Bottone (1724-1779) fu intendente delle finanze di Casa Savoia; Ugo Vincenzo Giacomo Bottone (1754-1828) fu il primo presidente della Corte d'Appello di Torino e terzo presidente della Corte di Cassazione di Parigi.
GINOTTI: di Brugaro. Detto dello scultore Giacomo Ginotti (1845 -1897): suo padre Giambattista fu, per oltre un ventennio Sindaco del Comune e presidente del Consorzio Stradale di Valle Mastallone.
REFFO: famiglia di grande sensibilità ed umanità. Il pittore Enrico Reffo (1831-1917), nato a Torino da genitori di Saliceto, acquistò fama e prestigio anche fuori dai confini nazionali, tant'è che nella dedica posta sul medaglione addossato alla casa comunale vi si legge "il pittore sacro del Piemonte, onore della Valsesia". Vorrei ricordare inoltre Giovanni Guglielmo Reffo che dispose, con testamento rilasciato l'11 novembre 1849, del suo colossale patrimonio a favore del patrio Comune, e del quale ho già detto parlando di Ferrera.
TOSI: ricordato è lo scultore Giovanni,
nato nel 1847 ad Ordrovago. Anch'egli emigrò in cerca di fortuna in
Francia: della sua arte si ricorda la sua abilità che si avvalse di
un'efficace ispirazione e di una morbidezza d'intaglio. Sua è la cornice
lignea che ospita, nella parrocchiale di Cravagliana, il famoso quadro della
Madonna del fuoco. Giovanni Tosi morì nel 1914 precipitando accidentalmente
dai dirupi che sovrastano il Mastallone.
Mi sia consentita una fugace divagazione.
Cravagliana terra di artisti ed il can. Nicolao Sottile, tra le sue beneficenze,
volle riconoscere l'intelligenza artistica degli abitanti di Cravagliana,
comprendendo anche un lascito il cui frutto (lire millecinquecento di Milano)
fu erogato unicamente per fare imparare il disegno e l'arte di stuccatore
ad un figlio "spiritoso e pio" per un quinquennio.
Occorre dire che sovente molte famiglie di Cravagliana hanno il cognome in
comune con altre famiglie di diverse parti della penisola sia per il fenomeno
dell'emigrazione, quantunque non sempre l'uguaglianza dei nomi indichi comuni
origini.
Quelle che ho elencato sono sicuramente dinastie originarie di Cravagliana.
Oggi quasi tutte le principali ed antiche famiglie di Cravagliana sono scomparse
per lasciare posto ad altre nuove venute da fuori.
E' il caso del Generale Enrico Cerale (Ceralli?!) del quale la storia cravaglianese
esige anche il suo ricordo, salutandolo come eroe della battaglia di S. Martino
dal Re Vittorio Emanuele II. Il Gen. Cerale benché nato in Francia,
si ritiene, per voce popolare, sia originario di una famiglia di Cravagliana,
quantunque documenti positivi io non abbia avuto modo di accertarli con sicurezza.