

USI E COSTUMI: il funerale
Un uso funerario nei paesi di Cravagliana
e di Ferrera era quello di appuntare sui feretri nastri annodati di colori
vivaci che ciascuna famiglia ritirava al momento di calare la bara nella fossa.
Anticamente per il trasporto dei morti alla chiesa ed alla sepoltura, in occasione
dei funerali il cadavere, come si usava generalmente, veniva collocato in
un cataletto, fatto appositamente per uso di tutti, a forma di cassa scoperta
con quattro manici per i portatori . L'ultimo di questi cataletti a Cravagliana
recava la data del 1777. Questo modo di portare i cadaveri alla sepoltura
si è conservato fino a quando fu stabilito di rinchiudere ciascun defunto
in apposita cassa, secondo la pratica vigente. Secondo l'uso della parrocchia
di Cravagliana la cassa veniva appoggiata orizzontalmente a due pali rozzamente
preparati di volta in volta dai dolenti, e poi, coperta con un lenzuolo bianco,
la si portava alle funebri onoranze. Così fu continuato fino all'anno
1903. In detto anno, onde a provvedere con miglior decoro al trasporto delle
salme nei funerali, si fece eseguire una barella adatta allo scopo per uso
di tutti ed una coltre mortuaria di velluto nero con ricami e frangia in similoro,
a somiglianza di quanto si usava in tutte le parrocchie ragguardevoli. Detta
coltre fu fatta eseguire e pagata con i denari raccolti in una colletta fatta
dalla popolazione.
Abbinata al funerale, un'usanza ancora viva oggi, è quella della distribuzione
del sale in occasione della messa in suffragio del defunto. Questa funzione
si tiene di solito il settimo giorno dopo le esequie.
La famiglia dell'estinto, donando questo bene ai partecipanti la mesta funzione,
faceva voto di penitenza. Il costo del sale, per la Valsesia che ne è
naturalmente priva, era relativamente alto. Questo elemento era assai prezioso
sia per l'alimentazione che per la conservazione della carne e del pellame.
Il libero approvvigionamento del sale, era uno dei principali capisaldi dei
"Privilegi" di cui la Valsesia godette per secoli.
Per i nostri poveri avi perciò trovare i soldi per distribuire sale
a tutti, era veramente una penitenza, ma si faceva volentieri, poiché
era fatta nell'intenzione di offrire anche tale sacrificio in suffragio dell'anima
del defunto. Intanto, dal momento che si distribuiva il sale, anche l'ufficiatura
di settima, attirava un notevole concorso di gente, poiché tutti, oltre
a farsi un punto d'onore per parteciparvi, vi andavano volentieri per l'evidente
scopo di portarsi a casa una manciata del prezioso bene. La norma, a parte
i parenti stretti, era quella che partecipasse almeno una persona per famiglia.
Così, più gente andava in chiesa, era evidente che più
gente pregava e di conseguenza il defunto era maggiormente suffragato. Inoltre
distribuendo il sale, si faceva la carità anche ai vivi.
In tema di costumanze religiose un piccolo asterisco sulla processione del
Corpus Domini.
Per l'occasione si preparava un vero e proprio corridoio bianco, dalla chiesa
parrocchiale di Cravagliana fino alla piccola chiesetta di S. Bernardino,
con lenzuola appese ai muri delle case, e dove le case finivano, si preparava
una intelaiatura di bastoni ove appendere le lenzuola medesime. Per questo
lavoro si prestavano tutti indistintamente: quelli di Cravagliana - Centro,
di Casone, di Giavinali e di Canera procuravano le lenzuola fino a circa metà
strada, poco fuori dal paese, e l'altra porzione di percorso era preparata
dagli abitanti delle altre frazioni superiori. Il corridoio bianco fu preparato
fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. In seguito ci si limitò
ad esporre lenzuola, o anche qualche tappeto, o semplicemente vasi di fiori.