

USI E COSTUMI: i proverbi locali
Furono in circostanze come queste che, a qualcuno tra i benpensanti, venne la strana idea di coniare nuovi proverbi. Per la curiosità ne cito qualcuno molto in voga in Val Mastallone, tutti non necessitano di particolari spiegazioni.
"CUN L'ERBA FREUSCA LA VACCA LA CREUSS AL
LACC";
(Con l'erba fresca la vacca fa più latte);
"CUN AL BELL TEMP, AL CAUT E 'L GIURNAI GRANDI
LA
CAMPAGNA LA VA' AVANTI";
(Con il bel tempo, il caldo e le lunghe giornate la
campagna va avanti);
"LUI. ANCOO VERT I GRATTACUI, CIRESI E BURGNOIN
IN
GIA' MARUI";
(Luglio. Ancora verde la rosa canina, ciliegie e prugne sono
già mature);
"I SOU NEN SL'E' VEI: I DISU CHE PAR SII
'N PIOTTA A
GUA' AUSEE LA GAMBA PAR GRUPPEE I CAUSEI";
(Non so se è vero: dicono che per stare bene
bisogna alzare la gamba per allacciare gli scarponi);
"L'OM AL PASSA META DAL SOU TEMP PER CAPISI,
AN
QUART PAR MIGLIURESI, AL REST PAR DISTRUCSI";
(L'uomo passa metà del suo tempo per capirsi, un
quarto per migliorarsi, il resto per distruggersi);
"RICORTI CHE 'N TLA VITTA NEM SEMPI SA GIA'
BONOUR:
SPECTI ANCA 'N FULUN QUANTA CA TEI GIA' 'N SLOUR";
(Ricordati che nella vita non sempre si ha fortuna:
bisogna aspettarsi anche una spinta quando si è sull'orlo di un burrone);
"ANN NOUF, PAR MANGEE A GHE' 'L RISORSI DAL
PULEE
E DEL SULEE";
(Anno nuovo, per mangiare ci sono le risorse del pollaio
e del granaio).
Questi detti e numerosi altri aneddoti sono oggetto
di raccolta che, di anno in anno, la Pro Loco di Cravagliana pubblica in eleganti
almanacchi che vengono dati alle stampe in occasione dell'inizio del nuovo
anno.
Un particolare che mi ha colpito è come questi detti siano assai numerosi
per quello che poteva accadere tra ottobre ed aprile, viceversa nella buona
stagione siano più scarsi o mancano del tutto. Risulta quindi evidente
che furono studiati durante il tempo in cui si stava tappati in casa, e da
qui si potrebbe arguire quale attendibilità si possa loro affidare.
Nella buona stagione si doveva andare fuori a lavorare nei prati, nei campi,
sull'alpi e quindi non c'era assolutamente il tempo di star lì ad inventare
proverbi. Il lavoro andava avanti lo stesso anche senza l'accompagnamento
di tante sentenze popolari.
Fu allora che i ragazzi riuniti, intorno ad un caldo camino, assaporarono
appieno i racconti e le favole dei grandi.
Storielle che parlavano di streghe, di fatti e di miracoli remoti, accaduti
o magari inventati, in valle. Immaginari racconti dal sapore irreale e fantasioso
che seppero infondere coraggio e serenità, ai duri tempi di allora.