

USI E COSTUMI: il servizio postale
Nella
"Trattoria della capra", citata poc'anzi (oggi casa del mio amico
Giorgio Debernardi) e sita nel piazzale della chiesa parrocchiale, vi si svolgevano
anche le funzioni di ufficio postale: giusto sul servizio postale, ecco alcuni
interessanti cenni.
Con i primi insediamenti di gente nella valle, i servizi di posta si configuravano
nello scambio di merci, viveri e notizie attraverso i sentieri impervi, percorribili
soltanto a piedi da persone esperte ed anche dotate di coraggio a fronte dei
naturali pericoli da superare.
I messaggi pervenivano ai destinatari, dopo lunghi mesi di attesa, per mezzo
di occasionali corrieri che spesso erano mercanti, pellegrini, soldati di
ventura e pastori. Per secoli nulla mutò; la Val Mastallone era geograficamente
lontana dalle grandi vie di comunicazione, ciò nonostante la necessità
e l'esigenza di comunicare con i propri simili divennero impellenti man mano
che i sentieri finirono con l'essere più sicuri e più agibili.
Vennero istituiti i primi servizi di posta con pedoni veloci (detti messaggeri)
e con corrieri a cavallo (chiamati staffette). I viaggi, che richiedevano
ore di marcia, erano sempre pericolosi, lo stato delle strade disastroso ed
alquanto malagevole, e spesso bisognava attraversare in più punti il
Mastallone, magari anche se in piena.
Un famoso messaggero della nostra povera vallata fu un certo Giobatta Reffo
di Saliceto che per anni prestò servizio "presso lo compartimento
di Crapalliana sino a Varade (Varallo Sesia), cum grande solertia et abnegatione".
Morì, nell'esercizio delle proprie funzioni, precipitando dal sentiero
scalfito nella roccia che ancora oggi s'intravede sopra il Ponte della Gula.
Ai corrieri a piedi succedettero le staffette a cavallo: ogni cavallo fu regolarmente
immatricolato e registrato fra i beni comunali.
Sorsero le prime botteghe di maniscalchi. A Meula, sino ad una ventina di
anni or sono, esisteva una famiglia soprannominata i cavai in quanto possedeva
cavalli e muli adibiti al trasporto ed impiegati dalle staffette.
Nella Val Mastallone, sul finire del XVIII secolo, oltre a Cravagliana, vi
furono stazioni di posta secondarie a Ferrera ed a Nosuggio. Qui a Nosuggio,
ove sostavano i cavalli per il cambio, sorsero come detto locande, trattorie
ed alberghi che ancora oggi perpetuano il ricordo di quei tempi.
Un altro famoso postino fu Giovanni Tosetti. Trascrivo quello che il "Corriere
Valsesiano" pubblicò nel lontano 15 gennaio 1944:
"Trentamila chilometri a piedi si calcola che abbia
fatto il defunto Tosetti Giovanni, morto a 80 anni il 19 dicembre scorso,
durante il suo lungo servizio di messo comunale e di portalettere del nostro
paese. E' una strada immensa quella che egli ha percorso, qualcosa come tre
volte il giro del mondo, se si sommano tutti i chilometri che ogni giorno
faceva sotto il sole e sotto la pioggia, con la sua borsa a tracolla, per
portare alla nostra gente, anche nelle frazioni più lontane e più
internate della montagna, una lettera o un giornale. Non una strada piana,
però, la sua, ma faticose mulattiere e aspri sentieri di montagna,
su cui però il suo piede è sempre passato franco, sicuro, con
un saluto e una parola cordiale per tutti quanti il buon postino incontrava...
".