CRAVAGLIANA
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le doux nid CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA


IL TORRENTE MASTALLONE: uno studio sullo sfruttamento delle acque del Mastallone

commento dell'ing. Alessio Spanna

La configurazione orografica ed il regime pluviometrico ed idrografico della Valle del Mastallone, ha attratto l'attenzione del Prof. Ing. Contessini del Politecnico di Milano, il quale ha redatto lo studio particolareggiato che ci apprestiamo a descrivere e che è stato riconosciuto dall'autore come tipico per l'esemplificazione dello sfruttamento "integrale" delle acque di un bacino montano. Ne ha fatto oggetto infatti di una trattazione nel suo volume "Impianti idroelettrici" adottato nel Politecnico di Milano.
Leggendo la descrizione che segue di questo studio, si comprende che tutta l'acqua del bacino del Mastallone viene utilizzata più volte, tutta lavora, tutta viene convogliata sapientemente per produrre cose preziose evitando le dispersioni.
E vediamo di quali opere consta questo interessante progetto.
All'uscita del lago di Baranca è prevista una diga di sbarramento per creare un serbatoio stagionale: il bacino imbrifero che lo alimenterebbe risulta di kmq 2,30. Dal serbatoio così creato, esce una galleria in pressione che convoglia le acque lungo la destra orografica del Mastallone e che, un po'più a valle dell'alpe Baranca, riceve, come immissario, un canale di gronda che convoglia le acque del Rio delle Piane. Questo canale di gronda raccoglie le acque di un bacino imbrifeo di kmq 2,45 ed è a superficie libera nella parte più alta in galleria forzata, ovviamente, nella parte inferiore. Dopo questa immissione si può contare nella galleria forzata, su una portata di 2 mc./sec. Nella zona dell'alpe Solivo, la galleria forzata diventa condotta forzata in acciaio per sfruttare la caduta sulla centrale del Campo, costruita nella zona della confluenza del Mastallone con il Rio di Roy dove è impiantata la centrale di Fobello; ma prima di entrare nella relativa condotta forzata riceve l'immissione di un canale di gronda tutto in galleria che raccoglie le acque del Rio di Roy (bacino imbrifero di kmq. 4). Questa immissione avviene nella zona dell'alpe Settie e la portata tocca così il valore 2,5 mc./sec.
Nella zona dell'alpe Tornelli, ma più in alto, la galleria diventa condotta forzata per l'alimentazione della centrale di Fobello, che sarebbe montata presso la frazione Catognetto. Il salto sarebbe qui di m. 216, la portata di 2,5 mc./sec. e quindi la potenza teorica di kwh. 4.570. Lo scarico della centrale di Fobello, con l'aggiunta della portata delle acque defluite lungo il decorso del Mastallone e non ancora raccolta, per una portata complessiva di 3 mc./sec. entra in una galleria di versante che esce nella vale del Landwasser, cioè di Rimella.
Qui è necessario interrompere la continuità della descrizione per vedere che cosa è previsto nella valle nominata.
Press'a poco nella zona delle Miniere di Gula, è prevista una diga di sbarramento che crea un lago artificiale che penetra, con un ramo, nella valle principale fino al punto in cui verrà fatta uscire la galleria di versante di cui sopra, e, con l'altro, nella valle dell'Enderwasser e raccoglie le acque di quel bacino imbrifero. Dalla diga di Gula parte una galleria di derivazione in pressione sulla sinistra orografica, nelle viscere del M. Cavallo nella quale immette ad un certo punto un canale di gronda che raccoglie le acque del Valbella; si totalizza così una portata di 4 mc./sec. che, mediante condotta forzata, cade con un salto di 240 m. nelle macchine della centrale di Ferrera, situata in fondovalle alquanto a monte dell'abitato; si possono qui produrre 9.400 kwh. teorici.
Lo scarico ritorna al letto del Mastallone, ma viene nuovamente captato sotto Ferrera, con l'aggiunta della portata che scende nel letto del Mastallone da un bacino proprio di kmq. 26,81. Quindi nel nuovo canale in galleria che qui non è più forzato, ma a pelo libero, entrano i totali 4,5 mc./sec. La galleria termina sopra Cravagliana e l'acqua entra in condotta forzata e cade con un salto di m. 69,50 nella centrale poco a monte dell'abitato producendo una potenza teorica di 3.400 kwh.
Di qui lo studio del Prof. Contessini prevede la connessione idraulica di tutto il sistema con un impianto sul Sesia alimentato da un serbatoio di grande capacità e con centrale a Varallo Sesia.
Tirando le somme, la potenza che il complesso delle quattro centrali del bacino del Mastallone potrebbe fornire sarebbe di 29.870 kwh.
Questo è il risultato strettamente idroelettrico della ricerca; ma nel computo dei vantaggi della sistemazione idraulica del bacino del Mastallone vanno aggiunti quelli a cui abbiamo prima accennato e, in primo piano, quelli che derivano dalla possibilità di regolare il deflusso delle acque in base alle esigenze dell'irrigazione della pianura.
Sempre dal solo punto di vista della produzione di energia elettrica sappiamo infine che molti, notevoli progressi si sono fatti anche con il metodo, al quale l'energia nucleare è destinata a dare un decisivo apporto, finirà con il prevalere sul metodo idroelettrico.
In pratica, al momento attuale il confronto fra il costo del kwh. termoelettrico e quello del kwh. idroelettrico è tutt'altro che chiuso. Le società produttrici di energia continuano a formulare programmi vistosi per il potenziamento degli impianti dei due tipi ed è facile pensare che i due metodi continueranno a coesistere ancora per molto tempo e che, più che farsi concorrenza, i due metodi si integrano e si integreranno a vicenda. Va inoltre osservato che in un paese come il nostro, possono sempre presentarsi periodi di crisi per il rifornimento di materiali combustibili e, guardando un po' più avanti, di materiali fossili necessari per la produzione di energia termonucleare.
Tornando allo studio pregevolissimo che abbiamo esaminato ora, concludiamo che esso è di estremo interesse per noi Valsesiani: ci dà una traccia, uno schema da tenere ben presente quando si trattasse di mettere in attuazione dei lavori in questo campo.
Sappiamo che esistono altri studi riguardanti lo sfruttamento idroelettrico della Valsesia: alcuni studenti laureandi in ingegneria nel Politecnico di Torino, sono stati invitati dai loro Professori a presentare, come tesi di laurea, progetti di impianti in Val Grande e si capisce che lo scopo non è puramente accademico, ma di ricerca e di messa a fuoco di problemi che, prima o poi, devono maturare ed arrivare alla fase di pratica attuazione. La ricerca di questi studi richiede, purtroppo un po' di tempo che vien spontaneo giudicare improduttivo: ad ogni modo, anche solo nella speranza che il parlarne possa produrre qualche effetto benefico, ci ripromettiamo di riferire, in futuro, su qualche altro studio, che riveli agli altri ed a noi stessi su quali possibilità e su quali ricchezze anche potenziali possiamo contare per il progresso ed il benessere della nostra Valle e per l'economia della Nazione.