

IL PAESE: una storia, una leggenda
Storia di cui ben poco sappiamo, mondo in cui
la cronaca non diventa storia, ma si colora delle accese luci della leggenda.
Nomi lontani, incerta l'origine: restano libri ed inventari compilati da religiosi.
Aridi elenchi di quella che pur doveva essere la vita. Battesimo, matrimonio,
introiti ed esiti, morte. La fredda registrazione di momenti decisivi lasciati,
ormai nella loro indifesa nudità, alla curiosità degli eruditi,
dei ricercatori di particolari, dei redattori di statistiche. Un passato perduto,
difficilmente ricostruibile.
Pochissimi dunque i documenti anteriori al 1600 e la storia di quel periodo
è quantomai oscura ed incerta.
Questa povertà di notizie rende ancora più misteriose ed affascinanti
le testimonianze di quell'epoca che, a volte, posso incontrare d'un tratto
tra le mura delle vecchie frazioni. E' il caso di diversi edifici in pietra
e di singolari volte di linee gotiche nelle quali è facile imbattersi
lungo la Val Mastallone.
L'epicentro di questa straordinaria architettura sembra, a mio sommesso avviso,
essere l'abitato di Brugaro, ma vi sono esempi anche a Cravagliana - Centro
e Nosuggio.
Chi osserva le linee severe e massicce di queste antiche case non può
non avere l'impressione di trovarsi veramente nel regno della pietra. Direi
che queste abitazioni sono tra le più interessanti vestigia della Val
Mastallone. Volte ricavate in un solo pezzo, manifestazione della cultura
di popolazioni abituate da secoli a scolpire nella pietra viva.
Davanti a questi blocchi di granito lavorato, non si può non pensare
al lavoro ed alla fatica che devono pur essere costati.
Sarebbe troppo bello conoscere date, nomi, circostanze, ma purtroppo i secoli
hanno steso su queste opere un velo impenetrabile. E' rimasta però
una possibilità che è diventata ora un dovere: la conservazione
di queste testimonianze che fanno parte del patrimonio artistico.
Prima del 1600, dunque, siamo nella leggenda e nella tradizione popolare.