

CRAVAGLIANA
1630/1829
Nell'anno 1630 un'epidemia spiegatasi in questa parrocchia...
Nel 1673 trovo notizie di un certo Perotto, mercante di Cravagliana, di anni
55, che fu accusato di "conturbare il Consiglio e di sollevare li consoli
montanari".
Registrato che il 18 marzo 1707 Giuseppe Marietta di Cravagliana fu deputato,
a Varallo Sesia, al giuramento di fedeltà per la conferma dei Privilegi
concessi dai Duchi di Milano e successivamente dal Re di Spagna, è
di una settimana dopo l'invio, da parte del Pretore al Governo torinese di
una relazione sulla Valsesia.
Si tratta di una relazione di notevole interesse considerando che non sembra
esistano altri rapporti di questa estensione e precisione scritti in anni
o secoli precedenti. Tra l'altro si cita testualmente: "... questa valle
resa composta da cinque valli che prendono il nome dai fiumini che in esse
vi scorrono e sono Valsesia detta anche Valgrande, Valduggia, Val di Mastallone,
Val Rassa, e Valsermenza ... la pianura di questa valle tutta al longo il
fiume Sesia comprese le ripe del Mastallone ... compagnia milizie Cravagliana
200 homini ... ".
Da uno "Stato delle Curie Corte Superiore" (del 1740?) trovo menzione
di Cravagliana e dei "Cantoni" (24) ad essa adiacenti per un totale
di 1200 anime. L'ortografia di questi toponimi è imprecisa o diversa
da quella oggi usata, ma i luoghi sottoriportati sono solitamente individuabili
anche se non tutti con facilità.
CRAVAGLIANA
GULLA
FERRERA
CASSINATTE di SOTTO
SALICETTI
MEULA
ORDVAGO
SOTTOLIVOY
RONCACCIO
GIAVINALI
BRUGARO
SASSELLO di SOTTO
BUCIOLARO
VOY
CASSINATTE
SELLA
NUSUGGIO
GRASSURA
SASSELLO di SOPRA
PIANARONDA
CANERA
BRUGAROLO
COLLA
SELVA.
Un particolare, che è in attesa di una conferma ufficiale, è
quello che anche a Cravagliana, sotto la forte spinta degli emigranti rientrati
dalla Francia, parrebbe che fosse stato innalzato un albero della libertà
e collocato dove oggi vi è il monumento ai caduti. Tutto questo a cavallo
della fine del XVI ed inizio del XVII secolo.
Accurate ricerche negli archivi mi hanno permesso di recuperare i nominativi
di tre militari di Cravagliana che servirono sotto Napoleone Bonaparte: Giuseppe
Tosi, Giovanni Orgiazzi e Giacomo Gerolamo Maria Alberganti. Di Giuseppe Tosi
sono poche le notizie: si sa di certo che partecipò, nel 3^ Reggimento
di Linea, alla campagna di Russia del 1812; di Giovanni Orgiazzi sappiamo
che nacque a Cravagliana nel 1787 ed entrò in servizio come coscritto
il 20 giugno 1809. Fu caporale il 12 agosto 1809, sergente il 1 ottobre 1811,
fino al decreto reale di nomina ad ufficiale, del 12 marzo 1813. L'Orgiazzi
combatté nella campagnia di Germania del 1813. Fu alla battaglia di
Wartemburg, in Sassonia, dove fu fatto prigionero il 3 ottobre. Ma la mia
attenzione si sono rivolti a quel Pio
Alberganti (nato nel 1776) che diventato capitano nell'esercito
di Napoleone Bonaparte, fu fatto anche cavaliere della corona ferrea: cadde
da prode combattente sul sanguinoso campo di Waterloo, nel 1815. Ebbene l'unico
Alberganti di cui esiste un fascicolo presso il servizio storico dell'esercito
della Grande Armée, presso il Castello di Vincennes è quello
riferito al Capitano Giacomo Gerolamo Maria: quindi Pio Alberganti e Giacomo
Gerolamo Maria Alberganti furono la stessa persona. Per maggiori dettagli
circa la vita di questo ufficiale ringrazio l'amico Carlo Rastelli per le
informazioni. Già nel 1784 ebbe inizio la scuola a cura dell'autorità
ecclesiastica e durò fino al 1878 quando divenne statale.
E' datato 1 luglio 1797 un obbligo della Reggenza (a firma del Reggente per
la Valsesia Pietro Paolo Cravazza) a favore della Comunità e Chiesa
Parrocchiale di Cravagliana per la somma di L. 7.133, 6 soldi e 8 denari.
In un "dato in paga" a favore della parrocchiale di Cravagliana
del 18 febbraio 1801, leggo "in nome della Repubblica Cisalpina ... anno
nono Repubblicano circa l'ora venti d'Italia ...".
Voluta da Napoleone Bonaparte, la Repubblica Cisalpina incorporava anche il
Dipartimento d'Agogna. Tale Dipartimento rimase, con i suoi confini, anche
la creazione della Repubblica Italiana nel 1802 ed in seguito del Regno d'Italia
nel 1805.
Il Melchiorre Gioia ci informa, infatti, che con decreto sul Comparto Territoriale
del Regno Italico dell'8 giugno 1805, alle soglie dell'epopea napoleonica,
Cravagliana fa parte del 1^ Cantone del Dipartimento dell'Agogna - III^ distretto,
che aveva come capoluogo Varallo Sesia; Cravagliana viene riferito come comune
di classe 3. A cavallo degli anni 1807/1808 facevano parte del Dipartimento
d'Agogna trentuno centri tra cui Cravagliana.
Dal Quadro statistico redatto in quegli anni balzano agli occhi alcune caratteristiche:
Cravagliana è il comune più vasto con le sue "6 x 1/2 miglia"
di estensione e nonostante abbia il più alto numero di cascinali è
solamente all'undicesimo posto per numero di "fuochi" ed addirittura
tredicesima con i suoi 1027 abitanti. Nota poco lieta: i 30 mendicanti residenti
sono tra i più numerosi dei comuni esaminati. Con le sue diciotto chiese
Cravagliana è al quinto posto; l'ottavo posto, con cinque mulini la
dicono lunga sulla pochezza economica del paese: pur essendo al secondo posto
per la produzione annua di "noci in olio" ed al posto per la produzione
di canapa. A ben poca cosa si evidenzia dalle altre note. Tra i generi primari
è da segnalare il sedicesimo posto nella produzione di segale mentre
le altre colture agricole sono ben lungi da essere considerate. I dati sul
bestiame ci permettono di annoverare un numero considerevole di capre, e troviamo
Cravagliana seconda solo a Rimella per numero di vacche. Questi ultimi dati
pongono Cravagliana al primo posto assoluto, tra i trentuno comuni del Dipartimento
d'Agogna, per la produzione annua di formaggio. Ho recuperato la tabella che
mostra l'andamento demografico ed economico di
Cravagliana nel biennio 1807 - 1808.
In Valsesia nella primavera estate 1815 vi fu una gravissima carestia: così
i reggenti della Valsesia scrivevano, il 14 luglio 1815, alla Segreteria Interni
del Piemonte, allo scopo di ottenere un sussidio per la calamità che
opprimeva la valle: "... La scena però più luttuo-sa e
commovente è quella che le morti succendosi giornalmente tra quelle
persone, che mancando del nutrimento della crusca, trovansi costrette di cibarsi
di puri erbaggi crudi raccolti con diligenza in questi erti e scoscesi monti,
anche con pericolo della loro vita, e perirono ... un figlio d'anni cinque
di fame, ed un altro si è trovato morto in quella di Cravagliana, coll'erba
in bocca.".
Documenti di storia valsesiana degli anni 1820 sino al 1873 sono conservati
a Novara presso l'Archivio di Stato. Qui vi si trovano incartamenti dell'Intendenza
Generale ma debbo, mio malgrado, anche qui segnalare che dall'elenco dei Comuni
emerge la perdita di almeno una cartella, tra cui quella riguardante il Comune
di Cravagliana.
Fin dall'anno 1826 sorsero contestazioni fra i terrieri di Cravagliana - Centro,
Giavinali, Canera, Selva e Brugarolo con la città di Varallo Sesia.
Motivo di tale disputa il godimento del versante sud della montagna denominata
Grignano Inferiore, e che separa il territorio di Cravagliana dal capoluogo
valsesiano.
Nel 1857, poi, quando la città di Varallo Sesia vendette ai signori
Fuselli parte della sopraccitata montagna, anch'essi si trovarono essere parte
in causa. Il 7 febbraio 1862 la Corte d'Appello, riferendosi in parte ad una
sentenza del 12 febbraio 1859 emessa dal Tribunale di Varallo Sesia, ammise
la legittima pretesa dei cravaglianesi per agire in giudizio, ma ordinò
loro di dare l'intervento in causa alla Comunità di Cravagliana. Il
Consiglio Comunale di Cravagliana deliberò, il 29 giugno 1862, di intervenire
in giudizio. La disputa ebbe termine il 4 settembre 1879 con la definitiva
sentenza della Corte di Cassazione di Torino che confermò l'ordinanza
emessa dalla Corte d'Appello, con cui assolse la città di Varallo Sesia
ed i signori Fuselli dalle domande dei terrieri delle cinque frazioni di Cravagliana,
spese compensate. In un lungo e dettagliato rapporto che passa sotto il nome
di "Rapporto Statistico dell'anno 1828
della Provincia di Valsesia", conservato presso l'Archivio
di Stato di Torino, l'autore, il Viceintendente Luigi Noè, in alcuni
passaggi cita la Val Mastallone e nella fattispecie Cravagliana. Cognizioni
geo-politiche relative alla Comunità di Cravagliana risalgono al 1829
e fanno parte di un fascicolo disposto dalla Regia Vice - Intendenza. Qui
si trovano segnalazioni di carattere generale: topografia, fiumi, strade e
ponti, suolo e produzione, abitazioni e fabbricati, monumenti di interesse
storico, condizioni del tempo, clima, salute, commercio, popolazione ed istituzioni.
Il manoscritto, Nozione Statistiche Sulla Comunità
di Cravagliana, è conservato all'Archivio di Stato di
Varallo Sesia, è costituito da fogli non numerati delle dimensioni
cm. 32,5 x 21. Sull'esterno del primo foglio il titolo poi si contano un foglio
bianco e ventidue pagine di testo scritto sul recto e sul verso. La scrittura
è fitta, obliqua ed a tratti disordinata, con buona marginatura.
Si può dare per certo che il testo sia stato scritto dal notaio di
Rimella Michele Cusa, che esercitava a Varallo Sesia.
Questo opuscolo è diviso in cinque capitoli, a loro volta suddivisi
in "articoli". Tra un capitolo e l'altro non vi sono pagine bianche.
L'interesse del manoscritto sta nella grande quantità di dati presenti
in molti dei capitoli del testo, spesso non reperibili altrove.