CRAVAGLIANA
CRAVAGLIANA
le doux nid CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA


CRAVAGLIANA

1915/1944

La Prima Guerra Mondiale fece piombare le famiglie cravaglianesi nella più angosciosa disperazione. I nostri "figli" sotto le armi furono almeno trecento.
Clicca qui per vedere una riproduzione dell'epoca.
Ho avuto la gradita occasione di vedere una lettera scritta dall'alpino Giovanni Ginotti di Brugaro: dall'ospedale da campo, dove giaceva in seguito alle gravissime ferite riportate durante l'attacco al Monte Nero, il Ginotti, due giorni prima di morire, in una missiva diretta alla sorella, vergò: "... la ferita è abbastanza grave ... provvederai tu ad informare i parenti ... speriamo nell'aiuto del Signore ... sono molto ben curato, la ferita è allo stomaco".
I nostri soldati si distinsero sul campo di battaglia e furono insigniti: medaglia d'argento: Magg. Ferraris Carlo e Caporal. Magg. Marazza Attilio; medaglia di bronzo Col. Reffo Mario, Maresciallo Ceralli Michele, Sold. Orgiazzi Alberto, Caporale Reffo Alfonso. Croce al Valor Militare al Sold. Ceralli Giovanni.
L'euforia della vittoria nella Grande Guerra, la gioia di potersi ricongiungere con i propri cari e parenti, il pensiero che davvero era tutto finito, lasciarono ben presto posto alla dura realtà di sempre. In quegli anni Cravagliana usciva da un periodo doloroso ed era particolarmente assillata dal problema dell'approvvigionamento: economia allo sfascio, non c'era lavoro ed i viveri scarseggiavano. Una popolazione fortemente provata dalle gravi necessità create dalla guerra. Oltretutto un quarto delle spese comunali, come ebbe a relazionare il Commissario Regio Egidio Martelli all'atto dell'insediamento del ricostituito Consiglio Comunale il 7 novembre 1920, furono destinate alle quote ordinarie e straordinarie di concorso al Consorzio Stradale di Valle Mastallone. Ciò fu causa principale di tutte le difficoltà finanziarie del Comune e che paralizzò qualsiasi iniziativa di interesse generale.
La mattina del 4 settembre 1918 si spense, lasciando largo rimpianto di sè in quanti lo avevano stimato, Giovanni Bogliani, già sindaco del paese dal 1895 al 1908.
Dopo i nefasti della guerra si costituì un Comitato per la raccolta di fondi per un'opera "decorosa e degna" per "perpetuare il ricordo dei nostri valorosi figli che fecero sacrificio della vita alla Patria".

INAUGURAZIONE MONUMENTO AI CADUTI

Dapprima Brugaro nel 1920, seguito poi da Ferrera nel 1921 - a Meula c'è invece una lapide -, Cravagliana fece erigere a memoria dei caduti di tutto il Comune un monumento.
Questa artistica opera è rappresentata da un obelisco di quattro metri (solo in un secondo tempo venne posta al suo culmine la grande aquila ad ali spiegate, emblema della Valsesia, e nel 1977 la recinzione).
Su di un lato di questo obelisco, con addossato una scultura in bronzo raffigurante un guerriero, vennero incisi i nomi dei caduti della parrocchia di Cravagliana:



FEDERICO MORETTI;
LUIGI PERONA;
GIOVANNI BOTTONE;
PIETRO MORETTI;
EUGENIO FARINONI;
GUIDO SCOCCINI;
GIACOMO MORETTI;
RAIMONDO TOSETTI;
ALFREDO CERALLI;
ORESTE DEBERNARDI;
GAUDENZIO CERALLI;
ANGELO MORETTI.

 

 

Su un altro lato i caduti della parrocchia di Brugaro:
GIOVANNI TOGNACCIO;
ANTONIO BRACCHINI;
GIOVANNI GINOTTI;
CARLO FERRARIS.

Sul terzo lato quelli della parrocchia di Ferrera:
COSTANTINO CACCINI;
CAMILLO MORETTI;
VITTORIO REFFO;
ROBERTO ORGIAZZI;
GIOVANNI GHELMA;
BERNARDO ORGIAZZI;
GEREMIA CACCINI;
GIACOMO REFFO;
ENRICO MARAZZA;
MARCELLO GALLETTI;
GIACOMO REFFO;
GIUSEPPE A. MARAZZA;
GIUSEPPE GALLETTI;
UMBERTO ANDREOLI;
GIACOMO FILIPPA;
SILVESTRO MARAZZA.

Subito sotto i nominativi dei caduti di tale parrocchia, sempre in bronzo, il bollettino della vittoria emesso dal Comando Supremo e firmato dal Generale Armando Diaz.
Il piedistallo porta inciso la seguente epigrafe:
"AI SUOI PRODI E FIGLI DILETTI PER LA PATRIA
CADUTI CRAVAGLIANA CONSACRA ALLA GLORIA
IMMORTALE - MARZO 1922",
e reca le date MCMXV - MCMXVIII.
Il monumento fu inaugurato domenica 12 marzo 1922. Al mattino si fecero in chiesa suffragi per le anime dei nostri soldati, nel pomeriggio ebbe luogo la benedizione del monumento, seguita dalle orazioni commemorative del comm. prof. Strigini, che tenne il discorso ufficiale, del nostro sindaco Bossi e del primicerio di Ferrera don Teruggi.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale vennero aggiunte le date MCMXL - MCMXLV e posti sulle stesse lapidi anche i nomi dei soldati periti in quel disastroso conflitto.
Nell'ordine i caduti delle tre parrocchie:

Cravagliana,
FEDELE FERRARIS;
MARIO GALLETTI;
CARLO CALDERINI;

Brugaro,
BRUNO PRACCHINETTI;
EDOARDO BOSSI;
ALDO BOSSI;
ENRICO NINOTTI;

e Ferrera,
ANGELO MARAZZA;
DARIO ORGIAZZI;
ARRIGO ORGIAZZI;
PIETRO FILIPPA.

Cravagliana, riconoscente a coloro che presero parte alla Seconda Guerra Mondiale, pubblicò una fotografia che immortalava reduci ed internati dell'evento bellico.
Nel 1922 iniziò ad essere in circolazione un giornaletto utile e dilettevole: "L'Angelo Azzurro", bollettino parrocchiale di Cravagliana. La pubblicazione volle rappresentare un vincolo di unione tra le varie frazioni della nostra parrocchia e tra gli emigranti e le loro famiglie.
Questo diario composto da una ventina di pagine, poté anche essere anche spedito previo abbonamento di lire 3, ma già a partire dal secondo numero (ricordo che il primo numero uscì nel mese di gennaio), grazie ad una benemerita persona che tanto generosamente offrì un contributo, l'abbonamento annuo venne ridotto al costo di lire 2,40 e ciascun numero non ebbe a costare più di venti centesimi.
Nel 1923, e per un lasso di tempo di cinque anni, operò in paese anche uno sportello della Cassa di Risparmio di Novara. Due anni più tardi aprì una bottega di macelleria che restò attiva sino al 1950.
Il 23 gennaio 1927 un ex combattente, Eugenio Andreoli, quarantasei anni, di Valbella Inferiore, morì assiderato fra i massi del torrente Valbella, dov'era caduto mentre si accingeva tornare a casa, dopo aver accompagnato fino a Ferrera i parenti e gli amici che erano intervenuti al battesimo di un suo bambino.
Per le spese di riparazione al ponte di Pianaronda il 27 gennaio 1927 vennero spese £. 1958 e 10. Il bilancio del Comune non poté, con le sue esigue entrate, sopportare nella totalità tale forte spesa. Si ricorse allora ad offerte volontarie per sollevare il Comune dalla spesa.
Nel 1928 arrivò la luce elettrica.
Un anno dopo alla Selva di Camplasco, sulle alpi di Cravagliana, venne rizzato un campeggio sciistico premilitare.
Anche Cravagliana conobbe gli orrori ed i rigori della guerra: in una nota dell'8 agosto 1941, leggo che "non è possibile concedere assegnazioni supplettive per generi razionali quali il riso". Ai primi di marzo del 1943 il Segretario Federale del Fascio, dott. Cabella, si recò in Val Mastallone a Cravagliana a tenere rapporto alle gerarchie locali, ai fascisti ed alla popolazione. Il Federale inoltre consegnò un'offerta in denaro alla madre del caduto Orgiazzi Dario di Ferrera ed alla madre di Bruno Pracchinetti di Brugaro e Nino Bossi di Umberto di Brugarolo (figlio di un fratello di mio nonno). Entrambi i due soldati risultavano dispersi.
Direttamente collegato al fenomeno dell'internamento nei campi di lavoro in Germania dei nostri soldati, vi è da registrare purtroppo anche quello dei "lavoratori volontari civili" (per forza). Una testimonianza diretta di questa triste realtà, dettatami nell'estate 1994 dal mio compianto amico Costantino Novello, classe 1922.
Cravagliana e la Val Mastallone, come d'altronde tutta la Valsesia, in quegli anni che videro lo scorrazzare di tedeschi, fascisti e partigiani, accecati e pieni di odio, pronti a scannarsi come belve feroci, si segnalarono per un ruolo non certo da comprimari.
La Resistenza fu in Valsesia, e quindi di riflesso anche in Val Mastallone, una vera epopea di popolo, un moto generale ed unitario, un legame che unì tutti. La Resistenza fu uno dei periodi storici più gloriosi per la nostra vallata: in questo lembo di terra di Valsesia, mai si ebbe l'espressione più diretta e sofferte della lotta per la Liberazione. Il Ponte della Gula può assurgere, per la Val Mastallone, a simbolo della distruzione della guerra.
L'episodio che mi accingo riportare serve a testimoniare come le famiglie di Cravagliana ebbero una parte diretta in quelle lontane circostanze e vissero l'atroce realtà di quei brutti giorni.
Un elenco, più o meno attendibile, registra che furono internati in Germania i seguenti militari di Cravagliana:
BOSSI Cesare di Clemente - classe 1920;
BOSSI Ercole di Clemente - classe 1922;
BOTTONE Federico di Emilio - classe 1917;
CERALLI Attilio fu Giuseppe - classe 1920;
CERALLI Giacomo di Michele - classe 1923;
CERALLI Giovanni di Fortunato - classe 1915;
GALLETTI Marco di Eugenio - classe 1919;
MARAZZA Pietro di Virgilio - classe 1923;
ORGIAZZI Virgilio di Giovanni - classe 1915;
REGALDI Armando di Geremia - classe 1920;
TOSETTI Michelino di Gerolamo - classe 1922;
TOSI Silvano fu Michele - classe 1915.
Come si può notare la lista è largamente incompleta se la si raffronta con le "lettere" pervenute alla redazione del "Corriere Valsesiano" e ciò la dice lunga sulle peripezie dei nostri militari.
Destò grande stupore, per quei tempi in cui le notizie filtravano con il contagocce, la velina diffusa dalla Croce Rossa Italiana - Ufficio Prigionieri - che cita:

"Oggetto: Rimpatrio dalla Germania
15 agosto 1944
Il militare in calce è stato rimpatriato per malattia trovasi ricoverato presso l'Ospedale Militare Borromeo di Pavia:
BOTTONE FEDERICO di Emilio, classe 1917, già internato allo Stamlager XIII D".

Il Bottone fu catturato dai tedeschi in Grecia e venne successivamente internato a Reighesbrug: venne registrato con il numero di piastrina KR. GEF. LAGER XIII D 11444.
Negli anni tra il 1943 ed il 1944 il "Corriere Valsesiano" riportava una breve ma significativa rubrica: "Notizie a casa". Sintetici flash riguardanti le condizioni di salute dei prigionieri militari valsesiani, prigionieri (rimasti coinvolti dalla traversie degli avvenimenti) che comunicavano alle proprie famiglie e persone care le quali erano in angoscia per le loro sorti: leggendo questi piccoli appunti vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che gli articoli pubblicati erano, come del resto evidente, viziati da intenti propagandistici.
Direttamente collegato al fenomeno dell'internamento nei campi di lavoro in Germania dei nostri soldati, vi è da registrare purtroppo anche quello dei "lavoratori volontari civili" (per forza). Una testimonianza diretta di questa triste realtà, dettatami nell'estate 1994 dal mio compianto amico Costantino Novello, classe 1922.
Cravagliana e la Val Mastallone, come d'altronde tutta la Valsesia, in quegli anni che videro lo scorrazzare di tedeschi, fascisti e partigiani, accecati e pieni di odio, pronti a scannarsi come belve feroci, si segnalarono per un ruolo non certo da comprimari.
La Resistenza fu in Valsesia, e quindi di riflesso anche in Val Mastallone, una vera epopea di popolo, un moto generale ed unitario, un legame che unì tutti. La Resistenza fu uno dei periodi storici più gloriosi per la nostra vallata: in questo lembo di terra di Valsesia, mai si ebbe l'espressione più diretta e sofferte della lotta per la Liberazione. Il Ponte della Gula può assurgere, per la Val Mastallone, a simbolo della distruzione della guerra.
Cravagliana ebbe una parte diretta in quelle lontane circostanze e i suoi abitanti vissero l'atroce realtà di quei brutti giorni: clicca qui per leggere alcune testimonianze.
Una luce "fantasma" apparve in due frazioni di Cravagliana negli anni dal 1947 al 1950: la sfera di luce, che a Cravagliana prese il nome di "sciarun" (il chiarore), secondo i testimoni, avrebbe compiuto evoluzioni incredibili sulle alture intorno al paese ed alcuni residenti avrebbero sparato con i fucili: del misterioso fenomeno non ho altro da aggiungere.