

CRAVAGLIANA
1955/1990
La vita cravaglianese venne scossa nel 1955 quando fece scalpore l'arresto
per peculato dell'ufficiale postale Mario Molina. Il Molina era stato un funzionario
sempre ligio al proprio dovere. Scrupoloso e diligente, il Molina da qualche
tempo aveva destato qualche sospetto tra i paesani, i quali si erano accorti
che non era più lui ed avevano già avanzato qualche perplessità
sul suo zelo.
Vaglia, stipendi e pensioni non venivano più pagati con regolarità
e talvolta egli dava l'impressione che l'ufficio postale stentasse a trovare
il denaro che doveva sborsare. In verità, era il Molina che era in
cattive acque e si serviva del denaro dell'ufficio per le sue speculazioni
e per i suoi commerci. Nessuno però lo sospettava mai, mentre tutti
sapevano che si era messo a fare il negoziante di legna e che aveva in giro
cambiali per importi non indifferenti. Finché un giorno la bomba scoppiò.
Venne fatta un'attenta ispezione a tutta la sua gestione e si finì
per accusarlo di malversazioni e di falso, avendo distolto quasi mezzo milione
dalla cassa dell'ufficio postale, per pagare una cambiale che stava per scadere.
Il Molina si difese con la scusa che nel gettare sul fuoco carta straccia
aveva buttato tra le fiamme anche un grosso mucchio di biglietti da mille.
Come fare a credere ad una storia così puerile?
Sospeso e denunciato all'autorità giudiziaria, perduto il posto di
gerente postale, la sua pensione (il Molina al tempo del fatto aveva 57 anni),
ed il suo nome di uomo onesto, l'ufficiale postale fu condannato ad un anno
e quattro mesi di reclusione, a quattromila lire di multa ed all'interdizione
perpetua dai pubblici uffici.
Sempre nel 1955, per volontà di don Enrico Formaggi e guidata da Giuseppe
Tosetti, nacque la Filodrammatica S. Massimo. Una compagnia teatrale che seppe
farsi apprezzare e conoscere in tutta la valle anche in virtù dei suoi
fini umanitari. La compagnia si sciolse negli anni settanta.
CONGRATULAZIONI, così intitolò "Il Monte Rosa" il
14 maggio 1957 pubblicando queste sintetiche note:
"Il signor Perona Renzo, pescatore dilettante, nei giorni scorsi riuscì
a pescare nel Mastallone una magnifica trota di kg. 3,300. A lui le nostre
felicitazioni."
A metà degli anni cinquanta, in tutta la Valsesia per la verità,
si fece un gran parlare di incrementare le strutture per un avveniristico
boom turistico. Questa eco giunse anche qui da noi in Val Mastallone. A Cravagliana
fu argomento di scottante interesse la realizzazione di un allacciamento stradale
che consentisse di collegare il colle di Baranca con la valle Anzasca. La
non costruzione di quest'opera avrebbe significato l'umiliazione e la conseguente
morte per anemia di una delle più belle vallate della Valsesia: quella
del Mastallone.
(Quest'ultimo argomento è stato al centro di un incontro - dibattito
svoltosi nell'agosto 1991. Sembrerebbe, dagli impegni assunti dagli organismi
politici preposti, che questo progetto s'ha da fare!).
Ma questo fu solo un pretesto per gli abitanti di Cravagliana che ebbero un
ben più grave, una ben più urgente preoccupazione: quella della
strada di fondovalle, da Fobello a Varallo Sesia.
La strada era malagevole, stretta e pericolosa; essa rappresentava un ostacolo,
una vera barriera al già dinamico turismo di allora, turismo estatico
ma prezioso.
D'altronde è cosa risaputa che il turismo in Val Mastallone non era
sicuramente un elemento trainante dell'economia della valle ma una delle componenti
economiche essenziali, un settore che andava integrato e che doveva utilizzare
tutte le forze legate all'artigianato, all'agricoltura ed alla valorizzazione
dell'ambiente.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale la strada di Val Mastallone si trovava
in particolare stato di abbandono a causa di franamenti, cadute di valanghe
ed insufficiente manutenzione dei muri, dei parapetti e dello stesso piano
viabile.
Con la delibera n° 30 del Consiglio Comunale del 25 novembre 1961, Cravagliana
entrò a far parte del Consorzio permanente denominato "Consiglio
della Valle (Sesia)"; il riconoscimento giuridico di tale ente fu decretato
dal Prefetto di Vercelli, dott. Benigni, in data 16 gennaio 1962.
Il 25 giugno
1958 si costituì a Cravagliana un'Associazione Agricola Coltivatori
Diretti e Piccoli Proprietari Terrieri. Detta associazione ne sostituì
una preesistente fin dal lontano 1903 e comprendente anche i residenti a Casone,
Giavinali e, dal mese di agosto del 1969, anche quelli di Canera. Scopo della
nuova società era l'approvvigionamento dell'acqua potabile con la creazione
di un nuovo razionale acquedotto, avvenuta nel 1958, in sostituzione di tre
già esistenti condutture separate, che ormai risentivano dell'usura
del tempo e che risultavano assolutamente inadeguate.
Il 14 giugno 1959 alla "storica" maestra Gilda Debernardi venne consegnato
il diploma di benemerenza ed una medaglia d'oro.
Il 20 maggio di tre anni dopo è Carlo Giuseppe Bossi a ricevere la medaglia
d'oro dei benemeriti della pubblica istruzione.
Nella primavera di quell'anno venne inaugurato il nuovo acquedotto di
Giavinali.
Il 28 ottobre del 1962 venne fatta saltare la galleria di Gula.
Intanto, registro che nel medesimo anno gli abbonati al telefono in tutto
il Comune di Cravagliana erano quattro!
Con un dispaccio telegrafico destinato a don Formaggi, l'allora Sottosegretario
al Ministero dell'Interno on. Oscar Luigi Scalfaro fu "lieto di comunicare
est stato disposto suo favore contributo lire 300.000 per restauri alla casa
canonica... ".
Il Ministro per le opere straordinarie nell'Italia settentrionale e centrale,
on. Giulio Pastore, valsesiano, comunicò, con una sua lettera datata
16 maggio 1962, la programmazione (£. 8 milioni) della "passerella
di servizio in regione Canera sul torrente Mastellone".
In un telegramma, del 13 ottobre 1962, lo stesso Ministro Pastore annunciò
a don Formaggi, la concessione, da parte del Ministero dei lavori Pubblici,
di £. 2.908.795 per la sistemazione della strada comunale per le frazioni
Grassura e Meula.
Un altro telegramma dell'on. Pastore, che reca timbro postale del 7 dicembre
1962, comunicò a don Formaggi l'avvenuto stanziamento di 50 milioni
per la sistemazione della strada di Val Mastallone. In quell'anno, 1962, per
il cedimento di alcuni travi, si rese necessario il rifacimento parziale del
tetto in piode della chiesa parrocchiale di Cravagliana. Informato da don
Formaggi, il Vicario Generale della Diocesi di Novara Ugo Poletti, scrisse
al Prefetto di Vercelli informandolo che "… Cravagliana è
un piccolo paese della Valsesia, non ha risorse locali, la gente è
poverissima. Il parroco ha la sola congrua e non può usufruire di altre
entrate ...". Anche l'on. Giulio Pastore diede il suo aiuto per un interessamento
onde avere un contributo statale ed il 6 novembre successivo fu Mons. Poletti
che ricevette comunicazione, dall'on. Scalfaro, che era in corso la proposta
di concessione di un contributo di £. 200.000 per la parrocchiale di
Cravagliana. E il 14 dicembre l'on. Giulio Pastore comunicò a don Formaggi
il visto.
Il tetto venne riparato tra il 18 giugno ed il 7 luglio 1963.
Verso la fine del mese di febbraio del 1963 la Val Mastallone fu isolata:
l'interrogativo sul "Picco Zucca" trovò risposte negative.
Il costone doveva saltare e l'avvenimento venne fissato per mercoledì
11 marzo. Vent'anni prima la logistica bellica richiese l'impossibile decisione
di minare e di far crollare il ponte della Gula: adesso doveva essere eliminato
un potenziale pericolo per il transito lungo la Val Mastallone, proprio all'imbocco
della "Termopile valsesiana". Per lo scopo venne fatto intervenire
anche il Genio Militare: la "volata" venne effettuata ma cadde solo
una parte della montagna che fece sprofondare anche la strada sottostante.
Ma molta parte del "Picco" resistette; l'odissea continuò.
Per Pasqua, che cadde a metà aprile, il transito venne ripreso anche
se, viaggiando in corriera, fu sempre necessario fare il trasbordo. Un'altra
grossa "volata" fu predisposta per fine ottobre.
Si continuerà a parlare di smussare questa montagna anche negli anni
successivi. E la parola fine sembrerebbe non essere ancora stata scritta mentre
scrivo queste note.
Sempre in quegli anni continuò, in modo impressionante, lo spopolamento
dell'Alta Valsesia: nel comune di Cravagliana numerose le frazioni che ormai
ebbero un numero ridottissimo di abitanti. In questa zona, partciolarmente
disagiata causa la mancanza di industrie e di attività artigianali,
il franamento della popolazione ha assunto un aspetto veramente preoccupante.
La presenza degli abitanti nella nidiata dei paesini che formano il Comune
di Cravagliana, è scesa ai seguenti minimi: in frazione Gula sono rimaste
solamente 5 persone, a Baraccone e nel villaggio di Voj, 15; a Ferrera 32,
a Saliceto 14, a Valbella Inferiore 13, a Valbella Superiore 16, a Grassura
23, a Nosuggio 21, a Molino ed a Bellaria 18, a Pianaronda 45, a Canera 9
ed a Meula 15. In quest'ultimo centro, causa mancanza di alunni, è
stata chiusa la scuola elementare.
Lo sguardo di chi è venuto in chiesa parrocchiale per le feste di Natale
'65 è stato attratto dai due altari laterali che, liberati dalla polvere
secolare e rinfrescati con sapiente tecnica, facevano bella mostra delle loro
antiche dorature, tornate a nuovo splendore. Autore del restauro il nostro
Arturo Farinone; ma non soltanto alla sua rara competenza dobbiamo il risultato
ottenuto, soprattutto il suo interessamento, le sue proposte e le sue insistenze
hanno reso possibile, attraverso la Sovrintendenza alle Belle Arti di Torino,
di ottenere un sussidio dal Governo. Ciò ha permesso di affrontare
la spesa necessaria senza gravare sulle povere finanze della nostra chiesa.
Si è giunti così in tempo a salvare dei preziosi capolavori
per i quali il ritardo di pochi anni avrebbe potuto rendere inutile qualsiasi
intervento, dato lo stato avanzato di deterioramento cui erano giunti.
Era il 1967 e il sogno tanto agognato e durato quasi un secolo, degli abitanti
di Canera, di avere un ponte degno di tale nome si avverò. Ne erano
passati anni di peripezie, di lungaggini burocratiche e finanziarie, da quel
25 maggio 1859 in cui venne elargito un contributo comunale di venti lire
ai residenti di Canera "affinché provvedessero
ad una ponticella" Questo ponte costituì un fulcro
molto importante sia per gli abitanti della piccola frazione che per i terrieri
che avevano al di là del fiume quelle terre che fornivano loro un raccolto,
un pascolo e tutti quegli impegni che le colture davano e che erano tanta
manna per le nostre famiglie. Anche se questo del ponte di Canera poteva sembrare
un esempio di cattiva volontà da parte dei nostri Amministratori vorrei
aggiungere che l'Amministrazione Comunale all'epoca dovette fare i proverbiali
miracoli tenendo conto delle necessità in confronto alle scarse possibilità
economiche. Non bisogna dimenticare poi che, il Comune di Cravagliana, per
poter corrispondere agli impegni di spedalità per i suoi amministrati
privi di ogni altro mezzo, fu costretto, già cinque o sei anni prima
(inizio anni sessanta, dunque), ad accendere un mutuo.
Fu quindi ammirevole la tenacia con cui i nostri Amministratori attendevano
alla soluzione dei problemi, superando, nel limite del possibile, i vari ostacoli,
articolando gli interventi in un numero elevato di frazioni, nelle quali,
anche se la vita era ristretta sul piano numerico degli abitanti, restavano
sempre lavori da compiere.
Ancora oggi le entrate del Comune sono assai limitate: esse derivano unicamente
dall'introito degli oneri di urbanizzazione, dalle tasse sui cani e sui rifiuti
solidi.
Per il resto l'Amministrazione deve affidarsi ai mutui dello Stato, Regione
od altri enti.
Nello stesso anno della costruzione del ponte di Canera, oltre all'ordinaria
amministrazione, il Sindaco ed i suoi collaboratori dovettero fare i conti
con le strade da tenere in ordine, all'approvvigionamento idrico da assicurare,
all'illuminazione pubblica che, in certe frazioni, era stata portata alla
modernità della fluorescenza, ed all'ampliamento della rete degli acquedotti
locali con nuovi impianti.
In concomitanza della stagione estiva, il 1 agosto 1964 il mio compianto
amico Massimo Novello, aprì a Giavinali il Bar Gri: il bar nel 1967 cambiò
gestione finché nel 1989 venne definitivamente chiuso.
In quegli stessi anni si sollevò il problema scuola. La mancanza della
gioventù a Cravagliana si ripercosse vivamente sulla popolazione scolastica.
Già nel 1965, la scuola del capoluogo, che aveva sede nell'edificio
comunale, riportato all'onore di una nuova sistemazione viaria dai lavori
di correzione dell'ultimo curvone della strada nell'interno del paese, chiuse
i battenti. C'era una sola scolara, che, dopo, frequentò le classi
a Nosuggio. Anche in questa località la scuola contava un numero di
iscritti appena sufficiente a mantenerla in vita, e nelle stesse condizioni
si trovavano le scuole di Ferrera e di Brugaro, anch'esse ridotte a pochi
scolari. Il 2 ottobre sempre del 1967, un lunedì, la sede dell'ufficio
postale prima ubicato in piazza della chiesa - venne trasferita sul piazzale
in faccia al Municipio, nel fabbricato di proprietà dei fratelli Michelino
e Giuseppe Tosetti.
A
Peppino
Tosetti, mio caro e riconoscente amico, una decina d'anni dopo
sulle colonne del "Corriere Valsesiano", venne dedicata una poesia,
concreta testimonianza della stima e dell'affetto che Pepin, ancora oggi,
gode presso tutti i cravaglianesi.
Una riconoscenza per esaltare le doti di una persona che tanto si è
prodigata e si prodiga per il bene del paese e per il bene del prossimo. Opere
che non onorano soltanto il cittadino che le compie, ma anche il paese che
annovera tali individui. Dopo la costruzione del ponte, un'altra opera di
vitale importanza venne realizzata a Canera: nel 1969 venne portata l'acqua
potabile! Era il 9 agosto. Prima l'acqua la si andava ad attingere dal Mastallone oppure si utilizzava
direttamente l'acqua piovana. Una volta... e non c'è bisogno di proseguire
per ricordare il numero degli scolari di un tempo, quando a Cravagliana ci
furono due maestri, i coniugi Tosi, capostipiti di una famiglia di educatori
ed entrambi benemeriti della Pubblica Istruzione, premiati con medaglia d'oro.
Quanto
si era ristretto il piccolo mondo di questo nostro paese, ma quanto poteva
ancora rappresentare, con la sua estensione che raggruppava mezza vallata!
Per il nostro sindaco Bossi un bel problema, visto che aveva provveduto, con
il beneficio di un contributo statale, a disporre e quindi a fare acquistare
nuove attrezzature.
Un vero peccato pensare all'inutilizzazione del patrimonio in una stanza inoperosa,
proprio nel centro del paese, dove, al contrario si vedeva volentieri la continuità
anche in previsione di una futuribile unificazione (poi puntualmente verificatasi)
tra gli alunni delle altre scuole frazionali.
Certo molti vuoti da superare, molti traguardi da raggiungere, ma nessuno
che volle rassegnarsi di fronte ai numerosi altri lavori che, pur tra mille
ed una difficoltà, ebbero modo di essere attuati.
Una volta ancora non venne smentito il detto che "quando uno di Cravagliana
ha male ad un dito del piede, fino a tal punto da non poter calzare la scarpa,
non taglia tondo il punto interessato della scarpa, ma... taglia il dito".
E questo la dice lunga sul fatto di come le genti di Cravagliana siano persone
decise! Nel 1969 a Brugaro, la maestra di scuola Jolanda Santich, una forestiera
che da lungo tempo ha donato preziose energie alla scuola di quella frazione
prima e Cravagliana poi - rispettivamente per diciannove e sedici anni -,
e generosa in ogni necessità della vita del paese, sempre pronta con
giovanile entusiasmo e con immutabile voglia di operare per l'intera comunità,
si fece promotrice della realizzazione del Centro di Lettura.
Un punto di ritrovo per giovani, per persone di mezza età e per anziani,
riferimento culturale e centro sociale di educazione permanente, dotato di
libri, riviste, giornali, radio e televisione.
La creazione di questo Centro di Lettura volle smentire l'isolamento ed il
disinteresse culturale della gente di montagna. Dieci anni più tardi
anche questa istituzione chiuse definitivamente.
Il fenomeno dell'istruzione merita un parentesi. A Cravagliana nel 1857 "non
evvi alcuna scuola elementare", mentre questa era la situazione scolastica
a cavallo del 1888 e 1889:
|
|
SCUOLA |
N° MAX |
N° MIN |
|
CRAVAGLIANA |
maschile |
22 |
8 |
|
id. |
femminile |
27 |
12 |
|
BRUGARO |
maschile |
22 |
11 |
|
id. |
femminile |
26 |
12 |
|
FERRERA |
maschile |
53 |
37 |
|
id. |
femminile |
46 |
9 |
|
MEULA |
mista |
30 |
25 |
|
NOSUGGIO |
mista |
30 |
17 |
|
SOTTO I NOCI |
mista |
16 |
10 |
|
Totale |
|
272 |
141 |
Oggi il plesso scolastico di Cravagliana accorpa gli alunni dell'intera scuola
elementare Val Mastallone.
Per tornare alla cronaca, nel mese di giugno del 1970 venne sollecitato al
Ministero dei Lavori Pubblici l'allacciamento elettrico per la frazione Gula.
Nel mese di aprile di due anni dopo avvenne lo stanziamento di quindici milioni
per l'opera: la comunicazione risultò poi errata e fu da interpretarsi
come presa d'atto di ammettere quell'importo al contributo statale. L'energia
elettrica giunse, sospirata, solo nel 1977!
Nel 1971, allo scopo di rendere il Teatro Parrocchiale efficiente ed atto
ad ospitare varie manifestazioni, la Pro Loco s'impegnò a restaurarlo,
ampliarlo e dotarlo di moderne attrezzature: il progetto venne firmato dal
geom. Carlo Carnevale Myno.
Un'altra importante costruzione nel Comune di Cravagliana venne ultimata.
Siamo nel dicembre del 1971, a Nosuggio venne edificato un muraglione di calcestruzzo,
lungo più di duecento metri ed alto una quindicina, allo scopo di allargare
la strada e preservare la frazione stessa dalle piene del Mastallone.
Verso fine 1971, il 21 novembre, il futuro Presidente della Repubblica,
Oscar Luigi Scalfaro venne in visita a Cravagliana.
Il 23 maggio 1972 uno dei pochissimi cimeli della viabilità della nostra
vallata, anteriore alla costruzione della carrozzabile crollò. Si trattò
del vecchio ponte di Ferrera sul torrente Valbella.
Con legge regionale numero 17 dell'11 agosto 1973, Cravagliana venne classificata
Comune Montano della Valsesia.
Nell'agosto 1974 iniziarono i lavori per la costruzione di un complesso industriale.
Un'iniziativa molto attesa dalle popolazioni della vallata, tra le zone più
depresse dell'intera Regione Piemonte, e Cravagliana ebbe il privilegio di
essere la sede, nel suo territorio dell'unico complesso industriale della
Val Mastallone.
Febbraio 1975: uscì, in quei giorni, il terzo volume, della serie "I
campanili della Valsesia", scritto da Padre Eugenio Manni ed avente come
soggetto note di storia dei paesi della Val Mastallone. Per la prima volta,
in una pubblicazione, con dovizia di particolari si parlò della nostra
valle così poco conosciuta.
Nella notte tra il 2 ed il 3 febbraio 1976, ancora una volta la chiesa parrocchiale
di Cravagliana fu fatta oggetto delle mire dei ladri. Il mercoledì
4 amara sorpresa: aperta la chiesa parrocchiale l'altare apparì spoglio;
scomparsi i dodici candelieri (che l'ornavano) in rame argentato stile barocco
e sei statue dell'altare della Beata Vergine del Carmine. Gli ignoti malfattori
erano entrati dalla finestra dell'altare e, dopo aver tranciato due sbarre
dell'inferriata e tolto il vetro legato in piombo, uscirono con la refurtiva
dalla porta laterale, la cui chiave era appesa ad un chiodo nell'antro della
porta stessa, lasciando solo le tracce dei passi sulla neve del tetto della
sagrestia.
Nel mese di ottobre dell'anno successivo, nella notte dalla domenica al lunedì
del 24, seconda visita di ladri sacrileghi. Entrati dalla finestra a sinistra
dell'altare, dopo aver allargato le sbarre dell'inferriata con due cric d'auto
ed usciti dalla parte del ripostiglio, asportarono dieci dei quadretti scolpiti
in legno (rappresentanti il martirio degli Apostoli) che adornavano l'altare
della Madonna del Carmine, le due statue della cimasa dell'altare, i due angeli
con tromba seduti sulle volute dell'altare maggiore ed i due angeli a fianco
dell'arco della nicchia dell'altare del Rosario. In quell'occasione venne
sottratta anche l'immagine sacra di S. Caterina. (Nel 1978, il pronto e tempestivo
intervento dei cravaglianesi fece scappare i malandrini, mandando così
a vuoto un terzo saccheggio.)
Venne inaugurata, in occasione dell'Anniversario della Vittoria, il 4 novembre
1977 una recinzione attorno all'obelisco del monumento dei caduti.
Dieci giorni dopo, il pievano di Cravagliana don Enrico Formaggi benedì,
alla presenza delle autorità locali, lo scuolabus. Utilissimo mezzo
di trasporto che i Comuni consorziati di Cravagliana e di Sabbia vollero quale
tangibile contributo alle difficoltà che i pochi scolari quotidianamente
affrontavano per recarsi a scuola.
La "Locanda del Cacciatore" era da tempo chiusa perché tutto
il caseggiato era in via di sistemazione. I lavori non avevano mai termine.
A fine del 1977 avvenne la riapertura dei rinnovati locali con un nuovissimo
bar, eleganti ed impeccabili servizi, la sala ristorante (per il momento solo
al pian terreno, mentre l'anno seguente aprì anche la sala al primo
piano) accogliente e, quello che maggiormente conta, una cucina modernissima
con un inimitabile Jack (al secolo Giacomo Tosi, scomparso nel 1999), affiancato
dalla moglie Carmen, sempre in vena di preparare cibi di squisitezza e bontà
sopraffini.
Qui, alla "Locanda del Cacciatore", la signora Carmen com'è
giusto, ad ogni stagione offre ai suoi ospiti il piatto di stagione: al tempo
dei funghi, i funghi, al tempo delle trote, le trote, al tempo della caccia,
la cacciagione. Il tutto con classe e con una punta di fantasia che consente
ai buongustai un'esperienza gastronomica di buon livello in un locale di assoluta
dignità. Quella della "Locanda del Cacciatore" è una
cucina di vera tradizione piemontese-montanara e questo emerge subito dalla
sontuosa sfilata di antipasti. Tutto è fresco, sano e genuino; da non
tralasciare lo splendido risotto con i funghi, i bigné con la fonduta,
la cui delicatezza non ha eguali. E come non farsi travolgere dai profumi
e dai sapori del camoscio in salmì con la polenta oppure dall'incredibile
cosciotto di agnello al forno. Da non perdere poi i dolci fatti in casa, particolarmente
le soavi crostate. A Brugaro nel 1980 venne inaugurato il nuovo monumento
ai caduti delle guerre.
Le vecchie lapidi (quella del febbraio 1920 e quella dell'agosto 1948) vennero
addossate alla facciata della parrocchiale.
La notte di S. Silvestro del 1980 fu, purtroppo, contrassegnata da un'altra
grave calamità naturale.
Un incendio si sprigionò e divampò violento sulla montagna di
fronte a Saliceto. Per tutta la notte, favorito dal fortissimo vento che soffiava
ed alimentava le fiamme, l'abitato fu minacciato. Grazie al pronto intervento
del Corpo Forestale di Varallo Sesia, dei Vigili del Fuoco, di squadre di
volontari antincendio dei Club Alpino Italiano ed all'encomiabile contributo
e grande sacrificio di gruppi spontanei, fu possibile circoscrivere le fiamme
nel giro di poche ore e salvaguardare l'incolumità della frazione in
pericolo.
In una bella serata del maggio 1986, il giorno 9, un destino molto crudele
ha stroncato nel fiore degli anni, quando la vita deve sorridere ed è
piena di speranze e di sogni, la giovane vita di una ragazza di 14 anni. L'improvvisa
disgrazia ebbe luogo a Gula: la giovane fanciulla dove aver messo un piede
in fallo e scivolò lungo lo scosceso pendio del ripido sentiero che,
al di là del torrente, s'inerpica proprio di fronte alla sua abitazione.
Con una semplice cerimonia, tipicamente alpina, si svolse il 4 ottobre 1986
la consegna del Tricolore italiano alle scuole elementari di Cravagliana da
parte del Gruppo Alpini locale. L'iniziativa, densa di valori morali ed ideali,
ha avuto luogo presso la parrocchia.
Nel 1988 la maestra Jolanda Santich è stata festeggiata da alunni e
da ex-alunni per il suo impegno, per il suo affetto e per il suo attaccamento
al nostro paese. Quarant'anni d'insegnamento tra Brugaro e Cravagliana premiati
dal Ministro della Pubblica Istruzione con una medaglia d'oro. Clicca
qui per leggere la sua "storia".
Singolare coincidenza, sempre nel 1988, i parrocchiani della Val Mastallone
tutta si riunirono attorno alla schiva figura di don Enrico, in ricordo dei
suoi 40 anni di sacerdozio a Cravagliana.
E' sempre del 1988, del mese di ottobre, la costituzione de l'"Associazione
Turistica Pro Loco di Cravagliana".
A fine ottobre 1989 preoccupanti incendi boschivi, opera di un piromane, hanno
tenuto in apprensione anche l'abitato di Cravagliana. Le fiamme, provenienti
dal versante opposto, hanno raggiunto il monte innanzi la mia dimora di Giavinali
e lambito la frazione Canera.