

NOTIZIE
STATISTICHE
SULLA
COMUNITA' DI CRAVAGLIANA
Cap. I°
Topografia
Art
I°
Posizione e divisione topografica del Comune
Limite, dimensione, aspetto e figura del territorio, sua divisione in valli,
montagne, pianure, loro denominazione e direzione, quali sono primarie, quali
secondarie, altezza di ogni montagna sopra il livello del mare inteso.
Notizie Statistiche concernenti la Comunità di Cravagliana disposte nell'ordine apparente dalla Circolare della Regia Vice - Intendenza di questa Provincia delli 10 Luglio 1828 N. 45.
Il
capo luogo di Cravagliana ha sedici membri Superiori e otto inferiori.
La parte Superiore comprende la Gula, i Voy, la Ferrera, la Valbella Superiore
ed Inferiore, il cantone Dietro la Sella, Saliceti, Grassura, Meula, Oldrovago,
Sassello Superiore, il cantone Sotto li Noci, il Roncaccio, Pianaronda, Nosuggio
e il Molino di Nosuggio.
La parte inferiore la Giavinale, Canera, Brugarolo, Brugaro, Sassello inferiore,
Colla, Bocciolaro e Selva.
La comunità confina al Nord e al Nord-est con Rimella: all'Est con
Sabbia, al Sud con Varallo e Cervarolo, all'Ovest con Valmaggia, Vocca, Balmuccia
e Rossa e al Nord-ovest con Cervatto e Fobello. La sua lunghezza si approssima
a 14480 metri: la larghezza, fatta una comune per in linea retta, a metri
2500.
Essa ha l'aspetto selvaggio e alpestre e la figura di una stretta valle e
formante un angolo di 45 gradi circa colle montagne laterali: quelle che la
fiancheggiano al Nord-ovest, al Nord-est e all'estremità orientale
superiore sono secondarie, e di terzo ordine le altre.
Il monte a settentrione è il Cavallo: a levante chiamasi Cevia, a metri
dell'altezza approssimativa dalle 1100 alle 1200 tese dal livello del mare.
I monti di Rossa e di Grignano a ponente e quell'estremità inferiore
a levante hanno l'altezza dalle 700 alle 850 tese dal livello del mare.
Art.
2°
Sorgenti, torrenti, Fiumi e Laghi
Numero e denominazione delle sorgenti, torrenti, fiumi e laghi, direzione
delle acque, velocità cadute, qualità di terreno sopra cui percorrono.
Se le acque abbiano la proprietà di sciogliere il sapone, cuocere facilmente
i legumi, di squagliare ossia atte alle tinture ed all'imbiancamento. Segnavi
acque minerali e sorgenti. Loro pregio.
Il
Mastallone è il fiume che scorre lungo la valle: poco sotto al ponte
di Fobello riceve il ramo che scorre dalla Baranca: i torrenti della Sabbiola,
di Sciaccora e di Valbella si mettono a levante; quello della Meula tra ponente
e settentrione.
Siccome il torrente della Valbella è il più considerabile; così
ha già recato molto danno agli abitanti del cantone denominato della
Valbella inferiore distruggendo una porzione non indifferente delle loro piccole
proprietà e l'assorbimento dell'intiero cantone: se una mano superiore
e benefica non viene in soccorso di quei poveri terrieri, e non gli aiuta
a divenire con sollecitudine alla formazione di qualche argine per la difesa
de' loro miseri casolari, la prima inondazione può esser lor fatale
ed obbligargli a cercare altrove un infelice ricovero.
La direzione del Mastallone è dal Nord al Sud: quella de' torrenti
a levante dall'Est all'Ovest, e la direzione del torrente della Meula dal
Nord-Ovest all'Est.
L'irregolarità del moto delle acque può diversificare in infinito:
la maggiore, o minore inclinazione del letto, il maggior attrito proveniente
dall'ineguaglianza dell'alveo, la quantità maggiore, o minore del fluido,
la maggiore distanza dalla sorgente, gl'impedimenti naturali sul corso fanno
si che non si possa precisare la velocità delle acque decorrenti in
questo territorio senza quelle operazioni suggerite dalle regole della idrodinamica.
Potrebbesi per altro valutare per approssimazione la velocità dell'acqua
del Mastallone a tre piedi per ogni minuto secondo e così a piedi 180
al minuto primo equivalenti a piedi 10800 e a tese 1800 all'ora, non senza
avvertire che allo sciogliersi delle nevi in aprile e maggio la velocità
aumenta per il maggiore impulso che l'acqua riceve.
Essa ha la proprietà di sciogliere il sapone, gli oli, di cuocere facilmente
i legumi ed è atta alle tinture e all'imbiancamento.
Vi è una sorgente marziale in Cevia, detta la Fontana amara, che ha
la qualità di un catartico (purgante).
Art.
3°
Strade e Ponti
Strade di montagna, di pianura, di valli, se carrozzabili, o semplicemente
pei pedoni, o cavalli, dove cominciano, e dove finiscono. Loro oggetto, lunghezza
e larghezza in metri. Sentieri che traversano i campi, di quanto questi sentieri
abbreviarebbero il cammino. Stato delle strade, mantenimento annuale. Ponti
antichi e moderni di cotto, di legno, altezza
dal pelo ordinario delle acque. Stato loro. Dimensione
e lunghezza, sopra quale fiume, torrente o rivo sono collocati.
La
strada lungo la valle è praticabile appena dal mulo, animale da soma
più destro per le montagne.
Comincia, salendo da Varallo, al ponte della Gula e termina dove principia
il territorio di Rimella, avendo così la lunghezza già calcolata
della valle di metri 14480 e la larghezza, fatta una comune di un metro e
dieci decimetri.
La strada comunicanti da un cantone all'altro sono peggiori ancora e più
strette, potendosi in molti siti assimilare a sentieri, e tant'esse, quanto
le viuzze della poca campagna, che esiste, non propone abbreviarsi sensibilmente.
Il mantenimento della strada de' cantoni è a carico della massa de'
particolari de' medesimi, e in alcuni siti de' particolari limitrofi.
Opera di gran merito farebbe chi liberasse i passeggieri dall'imminente pericolo
di morte che loro sovrasta nel transitare il tronco di strada che trovasi
poco sopra il ponte della Gula e in vicinanza alla Madonna bianca. Scaricando
per quanto è possibile i sassi che pendono in cima alla frana e i materiali
di essa, e formando un muraglione a traverso, si renderebbe sicura una strada,
dove molti e molti non furono salvi che per una speciale provvidenza del cielo.
I ponti sono tutti di vivo ad eccezione di quello della Sciaccora: il primo
ad incontrarsi ascendendo è il ponte collocato sull'abisso pittoresco
della Gula, e divide il territorio della Comunità di Cravagliana da
quello di Varallo.
Esso è alto dal pelo ordinario dell'acqua metri 33,33. Ha un arco solo
del diametro di metri undici, saetta metri 4. Larghezza del ponte un metro
e un decimetro.
Il ponte sulla Sabbiola è largo come quello della Gula, è un
arco solo col diametro di metri 11, saetta metri 3 1/2, alto metri 8 sul pelo
dell'acqua.
Il ponticello di legno sulla Sciaccora è là dove la strada della
valle è intersecata da essa non merita quasi menzione.
Il ponte di vivo sul Mastallone vicino alla Grassura è largo come i
precedenti, di un sol arco ardito del diametro di metri 14, saetta metri 5,
alto metri 12 dal pelo dell'acqua.
Ponte di vivo sul torrente della Valbella alla Ferrera, largo come sopra,
alto metri 7 dal pelo dell'acqua di un arco di metri 10, saetta metri 4.
Sono tutti in istato sufficiente e non bisognosi presentemente di ristauri.
Art.
4°
Suolo e di produzione spontanea
Materie costituenti le diverse porzioni del territorio, sostanze ferrose,
minerali purificate, proprietà di queste materie
per l'agricoltura, e per le arti, loro gradazioni nella
formazione degli strati. Denominazione degli alberi, arbusti,
piante del paese, erbe salutari o nocive.
Cacciagione, ed animali selvaggi di ogni specie, rettili ed
insetti utili o malefici. Miniere, cave, (...) , qualità loro.
Il
terreno in generale è leggiero, piatto e ghiaioso e in conseguenza
poco profondo e atto all'agricoltura.
Le piante dominanti nella parte inferiore del territorio sono la rovere, il
noce, il castagno, il frassino, l'ontano, e nella parte più alta il
faggio, il larice, l'abete, la (...), il sorbo.
Fra gli arbusti si può annoverare il nocciuolo, il ginepro, il rododendro,
il bruco in vernacolo e la ginestra.
Converrebbe essere botanico per un'esatta enumerazione delle erbe salutari
e nocive: fra le prime però si può calcolare il timo serpillo
(volgarmente saleggia) tanto gradito alle api, e fra le altre l'aconite napello
che nasce fortunatamente in siti cupi e pressoché spogliati d'altre
erbe.
Il camoscio, la lepre comune, lo scoiattolo, si ghiotto delle noci, fra i
quadrupedi: il fagiano, la pernice o starna minore, il roncapo, o francolino
di monte, il tordo maggiore, il tordo mezzano, il merlo comune, il merlo torquato
e alcune specie d'augelli sono gli oggetti della caccia in questo comune.
Non allignandovi il gelfo, non vi sono insetti utili, e invece sono purtroppo
frequenti alcune specie di serpi e rettili velenosi.
Vi è una miniera ocracea in Cevia propria del Sig.r Giacomo Pansiotti
di Varallo e degli eredi del Sig.r avvocato Bernardo Pansiotti di lui nipote:
e poi è attiva, e quando si coltivava, rendeva il quarantacinque per
cento circa di ghisa.
Art.
5°
Abitazioni e fabbricati
Palazzi, case di delizie, templi, architettura con quelle novazioni, che siano
atte a farle particolarmente rimarcare. Nome di coloro, che li hanno fatte
costruire, e che ora le posseggono. Monasteri, abbadie, loro origine, istituto,
estensioni in superficie quadrata, collegi, biblioteche, musei, piazze, teatri.
Nulla d'osservabile, salvo il bel forno per la fusione della materia estratta dalla miniera di Cevia, fatto costruire dai prelodati Sig.r Pansiotti a Saliceti membro di questo Comune.
Art.
6
Particolarità, viste, monumenti istorici delle diverse età.
Viste, se varie o monotone, pittoresche, o magnifiche, colla particolarità
loro. Monumenti storici, se antichi, di mezza età, o moderni, rovine,
tradizione degli uni, e delle altre. Celebrità dei luoghi in qualche
avvenimento, o per qualunque altro motivo. Opere letterarie stamapate, o manoscritte,
reputazion loro, carte le più stimate del territorio, giudizi su di
esse.
Un
uomo sensibile ai quadri imponenti della natura, un pittore paesista troverebbero
di che esercitare la fantasia e il pennello all'aspetto del ponte indicato
della Gula già delineato dal celebre cavaliere Robillant, e dal rinomato
Guazzo, la cui tavola trovasi nella A. e R. Pinacoteca di Brera in Milano.
Questo ponte d'un arco solo e non grande unisce i due monti laterali alla
valle e rimane sospeso sopra un abisso della profondità di quasi metri
50 aggiungendo all'altezza di metri 33.33 dal pelo dell'acqua l'altezza media
di metri 15.70 della medesima, che chiara essendo trasparente (ossia scorgerne
il fondo).
Un'altra vista pittorica si incontra nel sito detto della Gula all'estremità
superiore del Comune. Colà tutta l'acqua del fiume trabocca e perciò
evita con vumere che aposta in tempo d'intermperie di una cateratta non alta
più di dodici metri, ma angustissima, in un bacino quasi circolare
da cui sorte per uno stretto e profondo canale. I punti salienti dalla rupe
tolgono alla vista del passeggiero di poterne scandagliare l'altezza e se
ei non è pratico di montagne, inerpica con spavento l'angusta strada
laterale senza parapetto incavata nel sasso.Il penetrar del sole in quest'orrido
in un bel mattino di maggio, o di giugno, rallegrato dal canto degli augelli,
si rimane attonito e si prova un inesplicabile confusione d'affetti in questo
luogo alpestre e solingo.
In occasione di grandi interperie in primavera, o in autunno si ammira dal
ponte di Fobello e in un altissima rupe a perpendicolo dal monte detto il
Cavallo una cateratta che non la cede a quella si rinomata di Formazza nella
Valle Antigorio, nè a quelle della Norvegia, trattandosi d'un salto
non minore di 250 metri.
Art.
7°
Meteore
Venti dominanti, loro durata, variazione, secchi o piovosi, caldi, o freddi,
violenti, moderati, benefici o nocivi, quantità
di neve e di pioggia, che cadono. Cagioni locali o prossime
delle abbondanze o non delle nevi, pioggie siccità,numero per approssimazione
de' giorni sereni, e piovosi di nebbia,
vento e neve, di caldo temperato, e freddo; frequenza o
non della gragnuola, luoghi più o meno esposti alla prina
in primavera, e degli altri flagelli distruttori de' raccolti.
I
venti dominanti sono quelli del Nord che conducono il bel tempo, e quelli
del mezzodì che menano le pioggie; i primi durano ordinariamente di
più in inverno: gli altri in estate.
E' impossibile di determinare la quantità della pioggia, che cade in
un anno in questo Comune, per difetto di strumenti tipici.
La quantità della neve sui monti di Cevia e del Cavallo è enorme;
non si sbaglierebbe gran che, portandola a due metri e mezzo metri d'altezza
negli anni neviosi e ad un metro nella valle.
Quando in inverno dominano i venti meridionali, la neve è più
abbondante, perché i vapori del Mediterraneo, giunti a questa altezza,
si convertono in fiocchi.
Giorni
di bel tempo .............................n° 190
Differenza 15
di neve ...............................................n° 20
n° 175
di pioggia ..........................................n° 155
-------------------
365
Freddo maggiore in gennaio ...................... - 7
freddo minore .........................................
+ 3
freddo medio ..........................................
- 2
Maggior caldo
dalla metà di luglio alla metà
d'agosto .................................................+25
Minor caldo ............................................+15
Caldo medio ...........................................+19
Art.
8°
Clima
Variazioni nelle regioni medie, basse, ed elevate del territorio secondo il
barometro, l'igrometro, e termometro di Reaumur, o di Farenheit. Epoche de'
più gran freddi, e de' più gran caldi. Grado massimo, minimo,
medio. Ritorno periodico della pioggia, della gran crescenza de' fiumi, e
delle meteore d'ogni genere. Per quanto tempo la neve rimane ordinariamente
al suolo. Epoca della vegetazione, e della maturità de' frutti, e del
passaggio degli uccelli, che cambiano clima secondo le stagioni, quello in
cui i pesci vanno in fregola, e de' loro viaggi, cambiamenti e varietà
di clima sullo stesso territorio; loro cagione ed influenza sulle produzioni
animali e vegetali.
Le maggiori
pioggie hanno luogo comunemente dal fine di marzo al terminar d'aprile, e
in ottobre d'ogni anno.
La neve copre il territorio quasi un quarto dell'anno, fatta una comune in
un novennio.
La vegetazione (...) principia in aprile: il fieno è maturo in giugno,
le noci al principio di settembre e le castagne al cominciamento d'ottobre.
Il torvo maggiore, il torvo mezzano, il merlo comune, il merlo torquato arrivano
in autunno e partono al principar dell'inverno.
Il verdone, o calenzuolo viene in primavera e parte in autunno.
La rondine comune, la rondine maggiore vengono a nidificare d'estate e partono
alla prima metà di settembre.
La trota (salmo trutta) è l'unico pesce, ma delicato, del Mastallone:
va in fregola in ottobre.
Art.
9°
Salubrità, malattie
Grado di salubrità dell'aria, cagioni permanenti o passeggiere, naturali
o derivate dalle malattie dominanti.Epidemie,
ed epizoozie varie, o frequenti, più o meno micidiali, qualità
di bestiame più o meno colpito. Cambiamenti (...) il clima può
essere stato assoggettato, causa che avranno operato questi cambiamenti.
L'aria è generalmente sottile e salubre; ma l'improvviso variar della temperatura cagiona frequentemente le pleuritidi e le peripneumarie (...).Da moltissimo tempo non vi è stata, grazie al cielo, nè epidemia, nè epizoozia in questo comune.
Cap. II°
Agricoltura
Art.
I°
Distribuzione generale del territorio
Superficie totale del territorio. Parte occupata da fiumi, laghi, canali,
stagni, paludi, da nudi scogli, da boschi, da pascoli, da geobidi, da prati,
ed ai terreni coltivi, quella occupata dalle case sparse per le campagne,
riunite nella città, e paesi, dalle chiese e cappelle campestri.
La superficie
del territorio è di circa 4 miglia quadrate.
Supponendola divisa in quindici parti, un terzo, cioè cinque quindicesimi
si possono assegnare alle rupi ignude, i sei quindicesimi ai boschi, e i quattro
quindicesimi restanti ai fondi coltivati.
Art.
2°
Quantità e qualità
L'estimo di questi ascende a S. 165.2.7. delle quali S. 15.6.
spettano ai benefizii. Soldi sei e denari sette alla confraternita = S. 4.14
agli oratori e S. 1.3. alla carità de' poveri.
Non si rimarca nessuna particolarità nella coltivazione de' pochi campi
e prati di questo territorio, e tutti i particolari dal più al meno
sono proprietari, atta la grandissima divisione e predivisione de' fondi.
I privati hanno il diritto immenurabile di far la legna necessaria ai loro
usi domestici ne' boschi comunali: questi sono in tanta abbondanza che non
hanno mai (...) perciò, nè sofferto da una quantità non
indifferente di capre che vi era, nella parte superiore al capoluogo sarebbe
forse un bene di copiar in balia d'ognuno di tenerne ad arbitrio, giacchè
vivono de' luoghi pressoché inaccessibili ad altri, salvo alle capre.
Art.
2°
Quantità e qualità
Spettante al comune, alle chiese, alle confraternite, ed ai particolari d'uso,
e l'utile dei beni comunali. Se i privati ne
hanno parte, ed in questo caso per forza di qual di vitto, o consuetudine,
a qual epoca questa vi monta, qual genere di
coltura si pratichi rapporto ai beni coltivi, mezzi usati per coltivare.
Numero de' proprietari, e nullatenenenti ed in qual
proporzione stanno questi con quelli.
V. alla facciata controscritta.
Art.
3°
Produzioni
Vegetali. Quantità ridotta in quintale delle diverse sorti di grani,de'
fieni, paglia e foglie, di vini, legna, di frutti d'ogni
specie, pera, mela, perune, fichi, pesca,ciregie,uva,albicocche, cavoli, carotte,
tartuffi, e rape etc.
Animali, numero de' cavalli, muli, asini, buoi, vacche, vitelli,
pecore, agnelli, capre, capretti, peso in quintal metrico
di bozzoli e di pesci, pollame, ova ed uccelli.
Minerali - Oro, argento, rame, ferro, marmisetta, piombo, marmo, calcare,
loro quantità pure in peso metrico.
Quintali metrici
Fieno ............................ 7000
Patate .......................... 1600
Rape .............................. 500
Castagne ..................... 1600
Noci .............................. 300
Canape ........................... 60
Segale ............................ 40
Legna da ardere ........ 12000
Vino = (...) 8 pari a ........ 14
Foglia di faggio e di
rovere .......................... 450
Numero
Vacche .......................... 500
Vitelli ........................... 125
Capre ........................... 250
Capretti ......................... 50
Pecore .......................... 100
Agnelli .......................... 20
Maiali ............................ 20
Alveari .......................... 60
Galline .........................400
Calcolando
per ogni gallina n.° 7 dozzine d'uova, si hanno n.° 2800 dozzine nel
corso d'un anno.
Ogni dozzina pesa sei ectogrammi il che dà 16800 ectogrammi equivalenti
a 1680 chilogrammi e a quintali 16 e 4/5.
Capo.
III°
Industria
Art.
I°
Edifizi
Numero de' molini, torchi, seghe, quante macine abbiano
caduno de' primi, quantità di farina che ogni macina da
per ora, per giorno, per mese e per anno, quantità in peso metrico,
e qualità d'olio che spremono i secondi per giorno,
per mese e per anno, e numero di braccia d'assi, che durante il predetto tempo
formano le seghe, con qual mezzo fansi girare; numero delle fonderie di ferro,
d'ottone, d'acciaio e di ghisa; quantità in peso metrico delle materie
delle materie che si fondano, e che si ricavano. Numero delle fabbriche di
chiodi, brocche, falci, e di zampogne col numero di queste, che si formano,
numero di quelle d'aguggie, ferro e d'ottone in peso metrico che vi si impiega;
numero degli operai, che si occupano nell'una e nelle altre; ammontare della
mercede data ad ogni operaio. Quantità in peso metrico del combustibile
che vi si consuma; numero delle fabbriche di carta, quantità per ogni
qualità che vi si forma; descrizione delle macchine, numero delle fabbriche
di campane, de' bronzi ecc. Peso metrico di metallo che vi si lavora; numero
delle manifatture di seta, cioè filature, filatoi, di lana, di cottone,
di panni, di quale qualità. Peso metrico de' bozzoli che vi si filano,
di seta che si torce, di lana,
e cottone che si lavora. Descrizione delle macchine, e come di facciano girare.
Un molino
alla Ferrera con una macina,
uno alla Grassura
altro a Nosuggio a due
altro sul piano di Cravagliana macine
ed uno a Bocciolaro
Sono in attività per soli quattro mesi all'anno. La quantità
macinata si può calcolare a un'anima per ora.
Num.° due torchi da olio di noce: spremono libbre dieci all'ora e sono
in attività per un mese.
Art.
2°
Arti e Mestieri
Numero d'avvocati, notai, medici, chirurghi, flebotoni, ingegneri, misuratori,
procuratori, numero de' pittori, scultori, architetti, disegnatori, incisori;
chi esercita simili arti con distinzione,
opere tenute in pregio, edifizi pubblici, o collezioni particolari che le
racchiudono. Numero degli ebanisti, falegnami, muratori, tessitori, maniscalchi,
costruttori di barche, e batelli.
Numero
Tessitori ............................. 100
Calzolari ............................... 60
Secchionari ............................ 8
Muratori ................................. 6
Merciaiuoli ............................. 4
Tollai ..................................... 2
Minusieri ............................... 3
Sarti ...................................... 3
Marmorino ............................. 1
Cioccolatiere .......................... 1
Capo.
IV°
Commercio
Art. I°
Interno
Merci che si producono, e si consumano nel territorio; loro quantità
in peso e misura metrica in quanto ai grani, legumi, butirri, formaggio, olio,
noci, patatte, vini acquavita, rosolii
(...), panni, stoffe di seta, di cottone, dette (...), tele di lino, canape,
ferro, ottone, piombo, stagno, corame, carta; ed in numero circa i buoi, vacche,
vitelli, pecore, agnelli, capre, capretti, porci grassi e da ingrassaggio.
Tutti gli oggetti specificati all'art. 3 del capo 2°
in quintali metrici.
Il commercio attivo con Varallo comprende:
Butirro
= quintali n° 100 che a S. 125 danno ............. 12500
Formaggio = quintali n° 125 che a S. 27 fanno ............ 3375
Corami = quintali n° 8 a S. 55 facienti .......................... 440
Tele da B. 12 Milanesi = pezze n° 800 che a S. 5.25
producono.....................................................................
4200
----------------------------------------------------------------------------
Totale 20515
Art.
2°
Esterno
Importazione, merci importate dall'interno della Provincia,
o dall'estero per supplire alla mancanza dei prodotti del territorio nella
qualità, peso, misura e numero come al precedente articolo.
Quintali
metrici Valore
Meliga .............................. 1500 a S. 12 al quintale S. 18000
Biada ................................ 700 a S. 12 .......................
8400
Riso .................................. 100 a S. 30 ......................
3000
Vino = ectolitri 45 .............. 45 a S. 45 ...................... 2025
Sale Rubbi 560 pari a
5040 kilogrammi e a 500 2/5 a S. 4.37.5 ...................2362.50
------------------------------------------------------------------------
Totale 33787.50
Capo. V°
Art.
I°
Popolazione
Epoca dell'ultima numerazione, popolazione d'allora,
popolazione presente distinta per sesso, per età e per classe, causa
dell'incremento, e della dimunizione. Schizzi per far
capire questo ed aumentare quello.
Ogni miglio quadrato di superficie a quanti individui
corrisponde; quantità di terreno coltivo in metri quadrati
per individuo. Se tutta la popolazione si ferma in paese, e
se vi emigra, in questo capo in qual numero, e di che età,
presso qual nazione.
Per quale parte dell'anno bastino i prodotti indigeni al mantenimento della
popolazione.
Origine dei primi abitanti del comune, costumi notabili,
delitti commessi, numero de' delinquenti, grado di
coltura, o d'ignoranza.
Al
finire dell'anno 1817, la popolazione era di n.° 1040 anime.
Maschi nati nel decennio compreso tra il primo fanno 1818 a tutto dicembre
1827 n.° 244
morti .................................
148
------
restano n° .......................... 96
Femmine nate
in detto
decennio ............................ 227
morte ................................ 163
--------------------------------------------
Eccedente n.° 64
--------------------------------------------
Totale n. ° 160
Si aggiunge
il precedente
n.° 1040
--------------------------------------------
Totale al terminare del
1827 ..................... n.° 1200
Maschi maggiori
d'anni 14 n.° 173
minori ......................... 346
Femmine maggiori
d'anni 14 n.° 227
minori 454
Totale come sopra n.° 1200
La causa dell'incremento si può attribuire al maggior numero de' matrimoni,
al buon costume e all'economia degli abitanti.
Supposto il territorio di quattro miglia quadrate di superficie, come piè
detto, si hanno 300 abitanti per ogni miglio quadrato.
Siccome però il terreno coltivo si può valutare in quattro quindicesimi
i detti quattro miglia quadrati, come pure si è accennato, vale a dire
a 1066666 2/3 di metri quadrati così dividendo questi per 1200 fortuna
degli abitanti si hanno metri 88q. circa di terreno coltivo per ogni individuo,
equipollenti quasi ad una pertica.
Gli uomini d'età d'anni 14 alli 50 vanno in Lomellina e in Piemonte
ad esercitare le loro professioni per due terzi dell'anno circa, mentre i
prodotti indigeni non bastano al mantenimento della popolazione, come si può
vederne dal confronto degli articoli 1 e 2 del capo. IV.
L'origine de' primi abitatori di questo comune è perduta nel buio del
tempo. Solo si sa che la parrocchia di Cravagliana è la più
antica della Val Mastallone, ed è perciò riconosciuta chiesa
matrice.
I costumi sono semplici e schietti: non si vanta mai un delitto, e benché
gli abitanti non abbiano quella coltura, che nasce da un'educazione studiata,
hanno però molto buon senso naturale, e non mancano di condire d'attico
sale le loro conversazioni quando nessuna soggezione gl'incomoda.
Art.
2°
Stabilimento di pubblica beneficienza
Numero degli ospizi, delle opere pie, di carità, di misericordia, ospedali,
loro istituto, loro amministrazione economica. Regolamenti interni. Redditi
e spese, bilancio; numero
di individui soccorsi o ricoverati. Variazione istorica sopra
ogni stabilimento.
Il fu Sig.
Gioanni Pomi di Brugarolo con testamento rog.o Cusa li 11 dicembre 1816 fondò
una carità lasciando eredi i poveri della squadra inferiore di Cravagliana
e nominando amministratori i fabbriccieri pro tempore dell'oratorio di S.
Antonio Abate di Brugaro.
L'eredità rileva S. 2678.27 come dall'inventario fattone con atto pure
rogato Cusa li 18 gennaio 1821 e non può accedere la vendita di S.
70.
Appendice
alla Statistica di Cravagliana
al Cap. V art. 2
Vi è anche l'opera pia Iuva che rende annue S. 107.46 da distribuirsi ai poveri a giudizio del Parroco Pievano.
Art.
3
Genio, inclinazione, pregiudizi
Carattere degli abitanti, se inclinati per la guerra, le scienze,
o per le arti, a quale di questi si dedichino più facilmente,
pregiudizi nazionali, locali, popolari ad ogni età, sesso e
classe; origine di questi diversi pregiudizi,
loro influenza sul morale.
Il genio degli abitanti è mite, buono e pacifico, le arti, a cui si
dedicano, sono specificate al cap. 3 art. 2.
Essenso essi di molto buontempo naturale, come si è già osservato,
non hanno nessun pregiudizio influente sul loro morale, come sarebbero quelle
delle stregonerie, fattuccchierie, degli spiriti folletti, dei fantasmi di
morti e simili.
Art.
4°
Istituzione
Numero dei stabilimenti di pubblica educazione, se sono
questi in numero sufficiente, da quali classici sono principalmente frequentati,
a chi sono aperti: dati metodo
e qualità dell'insegnamento. Collegi, numero degli alunni, amministrazione
economica, ammontare della pensione ed accessori.Se gli uni e gli altri abbiano
redditi proprii, loro ammontare, storica narrazione loro.
Talenti e riputazione de' professori, e maestri. Biblioteche
sia pubbliche, che private, collezioni, stamperie.
Vi sono due piccole scuole pe' rudimenti del leggere, dello scrivere e per la dottrina cristiana, cioè quella del Coadiutore in Cravagliana e l'altra del Cappellano a Brugaro: sono però poco frequentate perché gli abitanti massimamente le donne non sembrano ancora ben penetrati dell'importanza dell'istruzione elementare in ogni situazione della vita.
Data Varallo
li 19 Giugno 1829
Cusa Noti e Segnò.