CRAVAGLIANA
CRAVAGLIANA
le doux nid CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA


"RAPPORTO STATISTICO DELL'ANNO 1828 DELLA PROVINCIA DI VALSESIA"

“…sopra questa strada (che mette alla Val Mastallone) ed ai confini di Cravagliana stabiliti dal torrente Mastallone, trovasi un ponte, che forma, pel suo orrido, una delle meraviglie. Questo ponte verso sera guarda un'alta montagna spaccata in mezzo per dove passa il torrente che, ad una profondità in alcuni siti di 70 e più metri, co' suoi tortuosi giri, ed onde oscure presenta la vista più tetra che apparir possa allo sguardo. Ignorasi come abbia potuto aprirsi un simile taglio che tanto alla sommità che in fondo del torrente non è certo maggiormente largo di 7 od 8 metri. Pare che il canale sia a forza di scavamento dell'acqua, perché trovasi che il canale alla altezza superiormente al pelo ordinario dell'acqua è assai più largo che altrove, e le pareti laterali delle montagne che formano il canale offrono addentrati fianchi a guisa di caverne assai liscj naturalmente prodotti dall'urto delle acque colà inceppate in occasione di piene. Questo ponte che viene chiamato della Gula è in vivo, ha l'altezza di metri 36, la lunghezza di metri 11 e la larghezza di un metro e mezzo. Lo costituisce un sol arco.”.

”…In territorio di Cravagliana ha la strada in discorso altri ponti. Uno sta sopra il torrente Sabbiola. E' pure di vivo, e d'un sol arco. E' lungo 12 metri, largo 2 ed alto 8. L'altro egualmente sul Mastellone nel punto detto alla Grassura. Questo ponte è egualmente ad un sol arco ben ardito, alto 19 metri, lungo 14 e largo due. L'ultimo è collocato sul torrente detto Valbella al sito chiamato la Ferrera. E' anche di vivo: lungo 12 metri, largo due ed alto 7.
La strada di cui si parla a partire da Varallo, e giungere fino a Fobello, con cui propriamente termina la Val Mastallone, ha una lunghezza di metri 17.482 e la larghezza accomunata di un metro e mezzo. Sino a Rimella la sua lunghezza è di 19.655.”.

”…Cravagliana, in mezzo a cui passa quella del Mastallone, la quale è la più importante, ne ha otto altre, che hanno il solo oggetto di dare la comunicazione alle frazioni col capo luogo. Tutte occupano una superficie longitudinale di metri 7.880 della larghezza d'uno.”.

“…L'esposizione del maggior abitato è di mezzo giorno; rapporto al capo luogo di provincia è al nord - ovest. Ha da questo 8.731 metri di distanza. Esso trovasi all'altezza di 350 tese circa alle falde del monte Cavallo.
Il territorio ha una superficie tutta montuosa di 5.825 ectar, 55 are e 20 centiar. E' limitato a ponente con Valmaggia, Vocca, Balmuccia, e Rossa, a mezzo dì con Varallo, e Cervarolo; a mattino con Sabbia; ed a notte con Rimella, Cervatto, e Fobello. L'aspetto suo è orrido. La sua figura è una delle più irregolari.
I monti principali sono il così detto Cavallo, e Cevia. L'altezza loro vuolsi di 1.200 tese circa. I monti presentano generalmente ed ai fianchi nudi scogli. I meno alti hanno vegetazione anche alla sommità di pochissima, e leggerissima terra coperti. Si compongono di macigni di egual natura degli altri. In conseguenza di ciò i terreni coltivi trovansi sul pendio dei monti, ed in istrettissime valli, nelle quali raccoglisi anche erba. La natura del suolo ingrata assai, leggero, e sassoso la sola abbondanza del concime rendendolo fertile.
Il Mastallone vi scorre lasciando alla sinistra la strettissima valle. Questo torrente che va dal nord al sud, ha tre derivazioni, l'una ne' i monti di Rimella all'oriente, e l'altra ne' i monti stessi all'occidente, formando così due rami che si uniscono al ponte del Rumore in territorio di Rimella. E' detto ponte del Rumore per un'alta caduta alquanto superiormente ad uno de' rami. Un terzo ramo del Mastallone ha origine nella Baranca montagna all'ovest - sud tra Fobello e Rossa, il quale confondesi coi due primi sotto il ponte di Fobello dopo essere stato ingrossato dal torrente detto la Meula, che vi cade nella direzione da ponente a settentrione.
Scorrono il territorio di Cravagliana anche i torrenti della Sabbiola, di Scianozza, e di Valbella tutti della direzione da levante a ponente; ed in questa direzione tutti versanti nel Mastallone, le di cui acque servono al giro di alcuni edificj”.

Nel capitolo "Arti e Manifatture che si esercitano sulle sostanze minerali", il funzionario parla di "fucine" per lavorazione del ferro sparse qua e là in Valsesia, ma non cita nel testo, benché già note, quelle di Saliceto, di Giacomo e Bernardo Pansiotti.

”Esiste in Cravagliana pio stabilimento fondato da certo Pomi nel 1816”. ”…l'oggetto suo è di dare soccorso ai poveri di una frazione sola di Cravagliana della squadra inferiore. L'annuo reddito calcolasi a L. 70. Ne hanno l'amministrazione i fabbricieri di S. Antonio Abate di Brugaro, il quale non ha altro reddito che il provente delle elemosine che sono convertite in onore del culto della chiesa”.

Ho reperito all'Archivio di Stato di Varallo Sesia il testamento di Giovanni Pomi di Brugarolo, datato 11 dicembre 1816. Il lascito era valutato in L. 2.678 e 27 soldi e, come apprendo da altra fonte, fu operante alla morte del Pomi avvenuta il 19 dicembre 1820. La squadra inferiore, cui era destinato il fondo, comprendeva Colla, Sassello Inferiore, Brugaro, Brugarolo, Bocciolaro e Selva.


”…Un'altra particolarità degna di annotazione esisterebbe nel ponte cosidetto della Gula”.

”… Molti assai sono gli edifizi che servono ai bisogni della vita dell'uomo, come sarebbero i molini, i torchj. In territorio di Cravagliana cinque molini, quattro a due macine, ed uno a una, e due torchj da olio”.