

Gli abitanti di Cravagliana vogliono sicurezza. Dopo un mese senza telefonia fissa, gli abitanti delle frazioni di Pianaronda, Molino e Nosuggio tornano in campo per sollecitare gli operatori Tim e Vodafone ad intervenire sul ripetitore che nel mese di dicembre ha causato grossi danni alle abitazioni. Lo scorso 19 gennaio il comitato spontaneo degli abitanti di Cravagliana e delle frazioni ha inviato una lettera alle aziende Enel, Tim e Vodafone, responsabili del funzionamento della struttura, e agli enti locali interessati per invitarli a fare delle verifiche sul ripetitore: ad oggi solo Enel ha effettuato l’intervento tecnico, specificando però che il lavoro non può essere considerato definitivo senza che Tim e Vodafone si facciano carico dei provvedimenti risolutivi. Stanchi di questa situazioni gli abitanti di Cravagliana hanno nuovamente scritto agli operatori di telefonia mobile per sollecitare azioni efficaci in tempi brevi. Si attendono anche aggiornamenti sugli interventi attuati dall’amministrazione comunale. «A distanza di più di due mesi dalla scarica del fulmine siamo ancora in attesa di risposte certe e di azioni efficaci da parte di Tim, Vodafone e degli enti locali interessati (Comune di Cravagliana innanzitutto, Comunità montana, Provincia di Vercelli) – afferma Angelo Cesoli, uno dei membri del comitato spontaneo degli abitanti di Cravagliana e delle frazioni -: l’unico riscontro alla nostra lettera del 19 gennaio è giunto da Enel che ha eseguito un intervento tecnico poi illustrato in una comunicazione di risposta. Per ammissione dello stesso gestore, il lavoro deve essere considerato “non ottimale” e non definitivo: Enel chiama direttamente in causa i responsabili del ripetitore, Tim e Vodafone, ai quali competerebbero i provvedimenti risolutivi». La scarica del fulmine è caduta nella notte tra il 25 ed il 26 dicembre scorso, ed ha colpito l’impianto di telefonia mobile Tim -Vodafone in località Cima Tun di Cravagliana. Propagandosi lungo la linea Enel di alimentazione dell’impianto, la scarica ha raggiunto la rete di illuminazione pubblica e gli impianti elettrici di numerose abitazioni delle frazioni di Pianaronda, Molino e Nosuggio, provocando gravi danni agli impianti stessi e agli apparati (contatori, elettrodomestici, boiler, telefoni; vedi fotografie sottoriprodotte), attivando il rischio di innesco di incendi all’interno degli edifici. Per alcune settimane queste frazioni sono rimaste senza servizi di telefonia, sia fissa sia mobile, in un periodo particolarmente affollato da presenze di turisti in occasione delle festività natalizie. «Sembra che poco o nulla si sia concretizzato dopo l’incontro tenutosi nei primi giorni di gennaio nel municipio di Cravagliana, alla presenza del Sindaco e di alcuni assessori della Comunità montana – prosegue Cesale -: proprio per cercare di ottenere informazioni più precise a riguardo dello stato attuale della situazione, in questi giorni abbiamo autonomamente inviato una nuova lettera a Tim e Vodafone, sollecitando azioni efficaci in tempi brevi. L’inverno volge ormai al termine e con la primavera arrivano i primi temporali, anche di forte intensità: non è sufficiente confidare sulle leggi della probabilità per ridare serenità a chi questa volta ha davvero rischiato e vive ora nella paura che possa succedere ancora. Ci vogliono risposte tempestive ed interventi adeguati in tempi brevi e certi. Aspettiamo delle risposte tempestive anche da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Bossi: vorremmo essere tenuti informati sugli aggiornamenti delle iniziative intraprese in queste settimane per sopperire al problema. Speriamo di poter operare in piena sinergia con il Comune per chiedere innanzitutto la sicurezza delle persone, degli edifici e degli impianti: proprio per questo motivo abbiamo chiesto al sindaco un incontro».
Odette Tapella
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