| Mi chiamo Giuseppe Laino e sono nato
a Trecchina, in provincia di Potenza, il 16 gennaio 1952. Da giovane
mi innamorai di una donna che scrisse: “Bisogna abbattere un mondo,
ma ogni lacrima versata, anche se è stata asciugata, è un’accusa; e
una persona che perseguendo uno scopo troppo importante calpesta un
verme per brutale mancanza di attenzione, commette un delitto”. Poi
quella rosa, mi insegnò che il mondo nuovo sarà una democrazia
compiuta e mai la sua soppressione perché la libertà è sempre quella
di chi non la pensa come te. In quegli
anni amai anche la poesia di uno che lasciò
detto: “La mia parte pubblica l’ho fatta – ciò
che potevo. Ho lavorato, ho dato poesia agli
uomini, ho condiviso le pene di molti.” Nel frattempo sono diventato un chimico ma di
una chimica particolare, quella dei colori. E
poi mi sono laureato in filosofia. Ho lavorato
in fabbrica, ho fatto il muratore e il
falegname, poi, per anni, ho insegnato. Con i miei compagni, studenti e operai, ho
condiviso lotte, affanni e speranze. Ho fatto il
consigliere comunale. Sono stato sempre, per
quel che ho potuto e saputo, dalla parte delle
minoranze e dei più deboli. Nel 1978 mi sono
sposato con Lorenza e nel 1981 sono nati Elisa e Federico, due
splendidi gemelli. Vivo a Ferno in provincia di Varese, per mia
sfortuna a ridosso dell’aeroporto di Malpensa ma per mia fortuna
circondato da affetto. Lorenza mi ha insegnato che
l’armonia fra gli uomini è indissolubile da
quella con la natura. Sempre a mia moglie devo
l’amore che nutro per la natura e per il trekking. Allora abbiamo iniziato a
camminare e ad usare la bicicletta per strade e
sentieri. Appena ci è
possibile siamo per sentieri. Spesso per montagne. Dal 2003 abbiamo
una splendida dimora a Pianaronda di Cravagliana. Sono vegano e,
per quanto mi è possibile, cerco di ridurre al minimo la traccia che
lascerò su questa meravigliosa terra. Non ho ancora smesso di
inseguire i miei sogni. Nel 2009 ho pubblicato, presso
Edizioni Clandestine "Luoghi e modi del comune". In questo saggio tratto di dignità, lavoro, Stato e
democrazia. Ho poi scritto due romanzi, "Dove son nato non lo so" (il
titolo è tratto da La luna e i falò di Cesare Pavese) e "Dentro casa
e appena fuori". Ne sto scrivendo un terzo. Nei miei progetti i tre
romanzi dovrebbero delineare un'unica vicenda suddivisa in Passato,
Presente e Futuro.
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