CRAVAGLIANA
CRAVAGLIANA
le doux nid CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA


 

LA MADONNA DEL TIZZONE

Un giorno, or sono tanti anni, due pastorelli si erano recati a pascolare le mucche lassù. L'incanto di quel suggestivo lembo di terra profumato da mille silvestri fiorellini, l'argentino scampanio delle vaccherelle pascenti, la nenia incessante del rivo chiaccherone, donavano ai loro cuori una profonda dolcezza.
Ma i pastorelli non erano felici. Correvano qua e là, intorno alle pacifiche bovine, si sedevano sui macigni solcati dall'edera fedele, sui molli tappeti del muschio, accanto alle felci, ma non ridevano né parlavano mai.
La natura non era stata benigna con loro: erano muti!
Mentre le mucche continuavano tranquillamente a brucare la tenera erbetta alpestre, essi si misero a raccogliere, per passatempo, i rami secchi caduti dalle piante.
Quando ne ebbero un grosso mucchio vi appiccarono inconsciamente il fuoco. Le fiamme, in breve divamparono, si estesero al bosco, e si sviluppò un incendio terribile.
Le mucche impaurite si erano allontanate, correndo verso il fondovalle.
I ragazzi, spaventati, avevano cercato inutilmente di domare la furia devastatrice del fuoco.
Tutto il bosco era ormai una fiamma sola. I pastorelli compresero il malefatto e, non potendo trovare nessun rimedio, s'inginocchiarono e pregarono col cuore commosso la Madonna, perché spegnesse l'incendio pauroso. E il sublime miracolo si compì.
La leggenda narra che le fiamme, vinte da una forza sovrumana, si spensero.
Ma la meraviglia dei pastorelli aumentò quando, accanto ad un tizzone ardente, videro comparire, bella come una regina, in un raggio dorato di sole, vestita con uno splendido manto color del cielo, la Madonna.
Essa li guardò coi suoi begli occhi azzurri, poi disse loro: "Tornate al vostro paese e dite alla gente che costruisca qui, dove c'è questo tizzone, una chiesa". E disparve.
Quando i due fanciulli, attoniti e trasognati, alzarono di nuovo le pupille, la Madonna non c'era più. Allora tornarono a Brugaro, correndo.
Le mucche erano già rientrate nelle loro stalle per riposare placidamente.
Un altro miracolo, d'improvviso, si compì. I due pastorelli, muti sino a quel giorno, acquistarono l'uso della favella.
Poterono così narrare a tutta la popolazione del nativo paesello la terrificante scena dell'incendio e la divina visione della Madonna.
Tutta la gente si recò allora lassù, nel piccolo solitario pianoro alpino, vide i segni del fuoco ed il tizzone ancora ardente, e s'inginocchiò innalzando al cielo una devota preghiera.
I pastorelli e la loro improvvisa guarigione, testimoniavano il miracolo.
Passarono gli anni ed il desiderio della dolce Madonna divenne realtà. Per il volere e per la fede della montagna sorse, nitida e bella, sull'erboso tappeto di quel ridente poggio alpino, la suggestiva chiesetta della Madonna del Tizzone.
Sola, all'ombra dei castagneti del bosco, essa largisce al viandante un sorriso di gioia ed una parola di mistica pace che allietano il cammino._

LE LEGGENDE
 
IL PONTE DELLA GULA
 
LA CASA DELLA FATA
 
I MIRACOLI DEL SANTO
 
LA BEATA PANACEA
 
LA MADONNINA BIANCA
 
I CAVALIERI DELLA LUNA
 
IL SANT DEL PRA - DIEU
 
LA STRIA DEL MULINET