

IL SANT DEL PRA - DIEU
"Quando ero piccola, mi raccontavano
la storia di un uomo che viveva lassù in un bosco sopra il paese
di Meula".
Così esordisce nonna Angelina di Nosuggio circa la leggenda del Sant
del Pra - Dieu.
Una lunga tradizione vuolsi che vivesse, oltre la frazione Meula appunto,
un eremita, veramente esistito, forse più alimentato dal buon Dio
che dalla generosità degli uomini.
Quest'uomo non scendeva mai in paese; viveva di erbe, di radici e dei frutti
che raccoglieva sulle piante.
"Come mai non vieni mai giù a trovare la popolazione? Dovresti
almeno venire a confessarti per Pasqua", gli disse una donna che tagliava
l'erba in un prato vicino al bosco.
"Per Pasqua verrò a confessarmi", promise l'uomo.
Egli si presentava in parrocchia una sola volta all'anno, in occasione del
precetto pasquale: infatti lo videro passare alla Meula per scendere a Cravagliana
per andare a confessarsi dal prete.
All'epoca dei fatti v'era in sede parrocchiale a Cravagliana don Lorenzo
Fantoli.
Il sacerdote non credeva alla santità dell'eremita: per questo motivo
volle rifiutargli i santi sacramenti.
L'anacoreta per dimostrare allo scettico religioso le sue doti, invocò
una divina prova.
Pensò allora di togliersi di dosso il malridotto e cencioso mantello
e quindi di appenderlo. Appenderlo a che cosa?
In quel momento filtrava in chiesa un primo raggio di sole che creava una
sottile riga di luce sulla vicina parete. L'uomo appese a quella fascia
luminosa il proprio indumento. E vi restò appeso...
Don Zantoli s'arrese all'evidenza e cominciò a benedire il Signore
per annoverare, tra i suoi figli spirituali, un penitente davvero paragonabile
agli antichi anacoreti.
E fu allora che il prete uscì dal confessionale, si avvicinò
all'uomo e gli disse:
"Torna pure nel tuo bosco, perché sono io che devo venire a
confessarmi da te e non tu scendere da me". Da quella volta lo chiamarono
il "Sant del Pra - Dieu".
Quando morì a quest'uomo venne tributato un trionfo. Egli venne sepolto
vicino al muro della piccola chiesetta di S. Marta a Cravagliana. Dice la
gente che da quella tomba i malati ottenevano sollievo._