VITTORIO RAMELLA
 
Guida ai torrenti e ai laghi della Valsesia
LA VAL MASTALLONE
 
 
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RIO CERVO

Oltre Campo CervoAd un turista disattento che risale in Val Mastallone verso Fobello può sfuggire il punto in cui il Cervo si getta nel corso principale, ma il pescatore che scruta ogni minimo solco nel fianco della montagna alla ricerca di acqua che scende, non manca di notare quell'intrigante valletta, sicuramente stretta e di cui non si intravede un orizzonte, che si apre sotto il bel Castello di Cervatto.
Purtroppo le ambizioni di pesca spesso si esauriscono dopo pochi metri, di fronte ad una profonda buca dalle pareti lisce che blocca ogni proposito di risalita. Comunque il modo di passare c'è, sia direttamente, sia aggirando la buca con un sentiero, ma è sconsigliato a chi non ha dimestichezza con le rive scoscese e i passaggi su roccia. E forse rimarrebbe deluso da quello che troverebbe, perché purtroppo la piena disastrosa dell'autunno 2000, aggravata da una frana partita dai Prati Rossi, ha cancellato buona parte delle trote presenti nel Cervo. Non erano trote qualunque quelle che si pescavano nella gola o a campo Cervo, ma vere "Rizzetti" con livrea fittissima di pallini rossi, residuo di un ceppo ormai raro altrove. Il fronte della frana inoltre si presenta altamente instabile, e questo renderà vani i ripopolamenti per qualche anno. Per chi vuole pescare non resta che recarsi sopra ai Prati Rossi lasciando la macchina alla Giavina, località di Cervatto, e seguire il sentiero ben segnato che porta alla Tracciora. Dopo circa mezzora di cammino in uno dei più bei boschi di faggio della valle, si giunge al torrente, che si divide subito in tre vallette laterali, tutte ben seminate di trotelle. Le catture saranno modeste ma frequenti, in compenso l'ambiente appaga in pieno la camminata.
Da segnalare, per chi riesce a percorrere la gola terminale, le tracce dei vecchi camminamenti impiantati nella roccia anche a diversi metri d'altezza che servivano agli operai delle segherie di Campo Cervo; da qui infatti le tavole tagliate venivano mandate fino alla strada principale con un sistema di cavi sospesi per poi essere spedite a valle.