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SABBIOLA
Le ricche sorgenti del Monte Capio, della Forcolaccia e della Massa del
Turlo, ad un certo punto, convergono al Tapone, dando vita al Rio Sabbiola:
da destra viene il Giona, da sinistra il Camino.
Siamo in una valle ricca di storie di vita alpina: le numerosi frazioni
di Sabbia testimoniano un'assidua presenza umana fino a pochi anni orsono
quando lasciò la sua valle l'ultimo abitante stabile di Erbareti,
il Peru.
Tuttavia la valle non è abbandonata, perché le seconde case
sono tuttora molto frequentate nella bella stagione, le frazioni sono ben
curate e fioriscono quando ricorre la loro festa.
E' altresì frequentata dai pescatori e dagli escursionisti che trovano
comodo risalire la valle comodamente con l'automobile, passando per i Crosi
fino al ponte della Giumenta, quasi sotto Erbareti: non era così
una volta, quando addentrarsi nella valle voleva dire avere un giorno a
disposizione, dovendo partire dal Gabbio appena dopo Bocciolaro lungo un
facile sentiero sul fiume.
La relativa comodità nel percorrere la valle ha facilitato sia le
semine di trote, che ora vengono immesse con un automezzo, che nel contempo,
la presenza dei pescatori che trovano semplice risalire il facile corso
della Sabbiola fino al ponte della Giumenta.
Da questo punto in poi le cose cambiano, il torrente diventa impervio e
grosse buche si alternano a salti d'acqua poderosi. Dopo un paio d'ore di
pesca il torrente s'infila in una gola aspra e da non sottovalutare: meglio
oltrepassarla se non ci sente perfettamente in forma. Questo tratto impegna
la pesca per almeno tre ore abbondanti, secondo la tecnica impiegata. Il
sentiero accompagna la risalita passando alternativamente da una sponda
all'altra, a volte aggirando pareti scoscese, a volte attraversando alpeggi
abbondanti o valicando incerte passerelle. Non molto prima di arrivare alla
confluenza dei due rami superiori, s'incontra una curiosa formazione rocciosa
della "prea d'la Sabiola", probabilmente un masso erratico delle
dimensioni di una casa, che presenta un lato a forma di tetto, largo abbastanza
da riparare diverse persone in caso di maltempo: è facile immaginare
in un passato non tanto lontano, un allegro concicio di greggi e uomini
attorno ad un fuoco per la notte.
Per tornare indietro si può seguire il sentiero che costeggia sempre
il torrente e riporta alla Giumenta oppure, come alternativa panoramica,
risalire fino all'Alpe Selletto, dove il rio si divide in Val Giona a destra
e Val Camino a sinistra. Cercare il sentiero sul versante di Erbareti e
seguirlo fino alla frazione da cui si scende poi all'automobile in pochi
minuti.
Oltre alla pesca, la Val Sabbiola offre nella stagione giusta anche i funghi,
che si possono cercare lungo le coste boscose che risalgono verso le alpi
Piane di Cervarolo. Un'altra occasione da non trascurare è la bellissima
festa che si svolge ai primi di settembre agli alpeggi del Campo, proprio
sotto i declivi del Capio, momento di incontro di tutti gli amanti della
montagna e della buona compagnia.