CRAVAGLIANA

CRAVAGLIANA
le doux nid CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA CRAVAGLIANA


Cenni storici sulla Valsesia

Preistoria. Dopo l'ultima glaciazione l'uomo si attesta sui rilievi prealpini. Difficoltà climatiche ed ambientali non lo invogliano a risalire la Valsesia, dalla quale, d'altronde, non è mai calato nessun popolo diretto al Sud.

49. La Valsesia seguì le vicende dell’Impero romano. Il periodo romano non ha lasciato in Valsesia tracce archeologiche rilevanti, ma i ritrovamenti lasciano supporre che, nonostante i Romani non avessero che uno scarso interesse economico sul territorio, nel periodo imperiale ci fu un notevole miglioramento della rete stradale. La prima via di collegamento con la valle, partendo da Romagnano, seguiva Vintebbio, Naula, Serravalle per raggiungere il ponte sul Rondò. Da qui la via valicava il Sesia e sulla sponda sinistra toccava Montrigone. Si suppone che il tracciato della riva sinistra arrivasse alle falde del Monte Fenera, in una zona fittamente abitata in età pre-romana, fino ad inserirsi nella conca di Borgosesia. Con Costantino la vallata entrò a far parte della provincia delle Alpi Cozie e visse, con il famoso editto di Milano (313) la diffusione del cristianesimo. Anche in Valsesia scomparve così a poco a poco ogni forma di paganesimo si cominciò a praticare la nuova religione, favorita nel suo diffondersi dalle condizioni tranquille di vita di queste popolazioni, spettatrici lontane e indifferenti delle guerre e delle rivoluzioni che funestarono l’impero Romano fino a determinare la caduta dell'Impero Romano d'Occidente.

Secoli VI-VIII. Dominio longobardo. La nobiltà germanica si impone sulla popolazione locale. La Valsesia fa parte del Ducato d'Orta.

4/III/945. Ugo e Lotario, re d'Italia, donano al fedele Riccardo tre mansi in Valle Sicida, in villa Aureliaco. E' la prima volta che troviamo nominata la Valsesia e Cravagliana per quanto si ha ragione di credere che fossero già note di fatto.

7/V/999. Ottone III, imperatore, conferma a Leone, vescovo di Vercelli, tutte le donazioni fatte da Carlo il Grosso al suo predecessore Lituardo, aggiungendo le terre del ribelle Arduino e dei suoi fidi. Nel diploma compare anche il distretto di Valsesia.

10/II/1011. Gualberto, prete nella chiesa di S. Giuliano di Gozzano, vende a Giovanni del fu Stefano, di Mesoriano, due parti di un alpe detta "Rotonda", nella Val Mastallone.

10/VI/1025. Corrado il Salico regala alla chiesa di Novara i beni che i conti Riccardo ed Uberto, seguaci di Arduino, possedevano in Valsesia. Questo documento investe la chiesa vescovile di Novara della giurisdizione sulla Valsesia e, per la prima volta è menzionata l'alta valle: segno che ormai di essa si hanno nozioni geografiche, per cui è presumibile che, accanto alle alpi, sedi di pascolo estivo, vi siano anche insediamenti stabili.

3/VI/1033. Otta ed i figli Adalberto e Manfredo vendono a Walberto, diacono, l'alpe di monte Rotondo in Val Mastallone.

1070. I Biandrate stanno estendendo la loro signoria su tutta la Valsesia.

29/V/1176. Battaglia di Legnano, vittoria della Lega Lombarda contro il Barbarossa. Tra i confederati combattono anche milizie raccolte dai valsesiani, temporaneamente liberi dal giogo dei Biandrate ed anelanti a darsi statuti propri.

28/X/1217. Per confermare la propria feudale autorità sugli uomini della Valsesia, che cercavano in tutti i modi di ottenere l'indipendenza, i Biandrate promettono di obbligare tutti i capofamiglia a giurare il Cittadinatico Vercellese. Con questi accorgimenti i Biandrate ottengono dal Comune di Vercelli il riconoscimento di tutti i loro diritti sulla Valsesia, anche a danno dei valsesiani stessi, in procinto di diventarne cittadini. Importanti sono gli atti di giuramento sottoscritti in due riprese da 1025 capofamiglia, perché, oltre ai nomi ce ne fornisce la provenienza, consentendoci di stabilire le località allora abitate e di fare ipotesi sulla consistenza numerica degli abitanti.

1246. I Biandrate, tra loro in discordia, si dividono i beni della Valsesia. La separazione porta a nuove contese di cui approfittano i valsesiani. I vercellesi appoggiano i Biandrate in forza del trattato del 1217 obbligando i loro "concittadini" della Valsesia a chiedere aiuto ai novaresi, che intervengono in armi.

1247. Le rappresentanze dei Comuni valsesiani costituiscono fra loro una Università o Comunità Generale, sotto la guida di un Podestà, il cui stipendio viene prelevato dalle rendite spettanti ai Conti di Biandrate. La federazione è formata da due Corti, la superiore e l'inferiore.

1250/1300 (circa). Appaiono i primi stanziamenti Walser.
Con il termine Walser, contrazione della parola tedesca Walliser, s'indicano i vallesani che abbandonarono la loro patria, il Vallese, e crearono nuovi insediamenti in un'area che si estende dalla Savoia al Vorarlberg austriaco. Le cause di questa migrazione vanno cercate in ambito economico e demografico: ristrettezze economiche ed eccessiva popolazione, ma anche nella volontà da parte dei signori feudali vallesani di favorire un'emigrazione per far fruttare e valorizzare i propri terreni di là dalle Alpi.
I documenti indicano che i Walser della Valle del Lys sono stati inviati dal vescovo di Sion, Landrich Von Mont, proprietario della valle da Issime al ghiacciaio del Monte Rosa; da Zermatt essi giunsero dall'inizio del XII secolo, insediandosi in quasi tutta la valle del Lys e nell'alta val d'Ayas. Ma volontà da parte dei vallesani di sfuggire allo sfruttamento cui erano sottoposti fece sì che molti di loro si spostassero in Valsesia. La colonizzazione Walser fu senz'altro pacifica: i valsesiani avevano poco da perdere nel concedere terre da loro non sfruttate. Nelle nuove terre, i Walser si sentirono svincolati dai vecchi legami feudali, che li vedevano asserviti alla gleba del paese d'origine e presero coscienza d'essere liberi di decidere e padroni di programmare l'utilizzo del loro territorio.
La loro occupazione avvenne poco a poco, per il fatto che essi continuarono per un certo periodo ad approvvigionarsi dei beni di prima necessità presso la terra di origine, mediante una rete di fitti collegamenti. Solo in seguito, i Walser cominciarono ad intraprendere relazioni commerciali a livello locale e ad approvvigionarsi al mercato di Varallo Sesia, rompendo ogni legame con la terra natia.

1254. Viene conclusa la pace fra Novara e Vercelli. Novara promette di non intromettersi più negli affari di Valsesia.

7/VIII/1260. I valsesiani, abbandonati dai loro alleati novaresi, debbono controvoglia riconoscere un nuovo trattato stipulato sulla loro pelle tra i Biandrate ed il Comune di Vercelli. In forza di esso i Biandrate perdono ogni residua sovranità e vengono declassati al ruolo di semplici proprietari terrieri. Il Comune di Vercelli si sostituisce ad essi nella giurisdizione, pur riconoscendo ai valsesiani il diritto ad autoamministrarsi con il nuovo sistema rappresentativo. Ma l'accordo non dura a lungo per l'insofferenza dei valsesiani a riconoscere i residui diritti di proprietà dei Conti di Biandrate.

1264. I Biandrate sono cacciati via a forza dal Podestà di Novara, sotto la cui protezione si erano di nuovo posti i valsesiani.

31/VIII/1270. Primo atto ufficiale dell'Università di Valsesia stipulato a mezzo di ambasciatori communis et hominum Curiae inferioris et superioris Vallis Sicidae con il conte Ibleto, il quale coglie l'occasione per inserire nell'atto l'impegno dei valsesiani a rispettare i diritti dei Biandrate sugli affitti (fictis et redditibus) e sugli alpeggi (alpibus).

1275. Il trattato di Gozzano segna la nascita della “Comunitatis Valis Sicida” sotto la protezione Viscontea e con la creazione dello stemma valsesiano (il grifone dorato in appoggio sulla vallata molto probabilmente in tema con la falconeria valsesiana, uno dei più importanti paragrafi degli statuti valsesiani). La Valsesia si costituì in Comunità Generale, divisa nelle due Corti di Alta Valle con capitale Varallo Sesia e Bassa Valle con capitale Valduggia) e in Comuni (Vicinanza) retti da un Consiglio (Credenza) e dai Consoli; questi ultimi con i Credenzieri costituivano i due Consigli generali presieduti dal Podestà. La Valsesia ebbe la sua Milizia e i suoi Statuti.

1304. Arriva in Valsesia di Fra Dolcino, al secolo Davide De Pretis o Deprevitis di Prato Sesia, in fuga con gli apostolici inseguito dall’accusa di eresia, c’è chi indica più di 4000 persone, ma è molto improbabile, e più reale che ad un numero meno elevato di apostolici (500/1000) si siano poi aggiunte genti del Vercellese e Novarese ansiosi di svincolarsi dai legami feudali, come i Walser 50 e più anni prima.

3/IX/1305. I^ crociata pontificia in terra valsesiana, i valsesiani si vedono esautorati nel loro territorio e si schierano con Fra Dolcino e gli Apostolici e le genti al suo seguito. Questo unirsi di forze fa sì che il numero esiguo iniziale diventi poi elevato e che porti disgrazia alla 1^ crociata.

III/1306. II^ crociata pontificia in terra valsesiana: dopo un disastroso assedio invernale, Fra Dolcino abbandona la Valsesia.

1307. La Valsesia è messa a ferro e fuoco dalle truppe pontificie salite da Novara e Vercelli e si fa strage della popolazione rea aver appoggiato l’eretico.

1312. Guglielmo di Biandrate rimette al Vicario imperiale Filippo di Savoia, principe d'Acaia, i diritti che ancora poteva vantare in Valsesia. Si conclude così la parabola della potenza dei Conti di Biandrate, durata tre secoli. La valle torna nominalmente sotto la diretta dipendenza dell'impero e si autoamministra con statuti propri, approvati dal Vicario imperiale.

1395. L'Imperatore nomina duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, suo Vicario, con sovranità sulla Valsesia, con il bel risultato che la Valsesia in aggiunta alle decime già dovute al Vescovo di Novara, viene tassata annualmente per 840 fiorini d'oro, imposta molto gravosa, in seguito ridotta a più riprese.

1402. Gian Galeazzo Visconti infeuda la Valsesia. I valsesiani si ritrovano doppiamente aggiogati ed in seguito coinvolti negli scontri per la successione di Gian Galeazzo.

1413. I valsesiani si dichiarano di nuovo liberi.

1415. I valsesiani sono obbligati a fare atto di dedizione al nuovo duca Filippo Maria Visconti, in cambio delle garanzie contenute in ventidue paragrafi dell'accordo, che costituirà la "Carta dei Privilegi", sempre rivendicati fino al 1770.

1426-1427. Filippo Maria cede ad Amedeo VIII, il primo duca di Savoia, paesi in riva destra del Sesia. La Valsesia diventa territorio di confine tra due forti ducati destinati ad essere quasi sempre rivali.

1454. Pace di Lodi. Passata sotto il dominio della famiglia Sforza, il ducato di Milano comprendeva: l'attuale Lombardia (senza Bergamo, Brescia e Mantova), la sponda occidentale del Lago Maggiore, la Valsesia, il Novarese, Vigevano, l'Oltrepò Pavese, l'Alessandrino, Piacenza, Parma e Bobbio, la Valdossola ed il Ticino.

1491. Posa della prima pietra del Sacro Monte di Varallo Sesia. Il grandioso progetto del monaco Bernardino Caimi prende fondamento.

1499. Luigi XII, re di Francia, si impossessa del ducato di Milano e conferma i privilegi ai valsesiani.

1515. Durante le alterne vicende di questi anni, scoppiano lotte partitiche anche in Valsesia, che trovano in Giacomaccio (Giacomo Preti) di Boccioleto ed in Alberto Giordano di Fobello due simpatiche teste calde.

1520. Opicino Caccia, investito del feudo di Valsesia da Francesco I, in spregio alle riconosciute franchigie, mentre si reca a prendere possesso della valle, viene gettato nel fiume dal Giordano, sceso ad incontrarlo alla testa dei valsesiani.

1523. I valsesiani riconoscono la sovranità di Francesco II Sforza ed ottengono riaffermati ed estesi i loro privilegi.

1527. Gli spagnoli, introdotti da Alberto Giordano, entrano in Valsesia e pongono presidi in Val Mastallone.

1531. La presidenza del Consiglio Generale della valle fu tolta al Podestà e venne da allora affidata ad un Sindaco Generale, con il fine di rimediare al malcontento dei centri minori.

1535. Muore Francesco II Sforza senza lasciare eredi. Il ducato viene annesso al regno di Carlo V. La Valsesia diventa campo di battaglia nella guerra tra francesi e spagnoli.

1616-1617. Attacco dei Savoia sventato dai capitani delle milizie valsesiane Alberto Alberganti e Antonio Fassola.

1672. Nel computo delle cento terre che formavano la Valle Sesia in quegli anni, il conte Fassola cita, tra le altre: "... sono terre nominabili delle Corte Superiore... Cravagliana, Piana Ronda ...".

1678. Rivolta popolare a Varallo Sesia, conosciuta come "guerra dei Morgiazzi e d'Iacmacc", scatenata dalla tassa di macinazione e dagli intralci posti al commercio delle granaglie ma diretta contro il malcostume e la corruzione con cui si amministrava la Comunità.

1707. Pace di Aquisgrana: annessione della Valsesia alla Francia a titolo di indennizzo per i danni patiti. Primo pretore piemontese in Valsesia. L'imperatore Giuseppe I dispone che siano accordate ai valsesiani tutte le facilitazioni di un tempo.

1713-1714. Purtroppo i valsesiani, separati ora politicamente da Novara, loro piazza d'acquisto delle granaglie, soffrono grosse carestie.

1717. L'imperatore Giuseppe I dispone che siano accordate ai valsesiani tutte le facilitazioni di un tempo.

1770. Costituzione unitaria per tutte le province del Regno di Sardegna. I valsesiani cessano di godere dei loro privilegi amministrativi, giudiziari e finanziari.

1799. Il Principe di Rohan occupa la Valsesia.

10/II/1799. Viene costituito il Dipartimento del Sesia con Vercelli capoluogo.

V/1800. Napoleone attraversa il Gran San Bernardo. Dalla Valle d'Aosta un corpo francese di duemila uomini, superato il colle di Valdobbia, si scontra a Scopello con i Roani del principe mettendoli in fuga.

IX/1800. Si perfeziona l'annessione del Piemonte alla Francia. Il Sesia segna il nuovo confine tra Francia ed Italia. La Valsesia è tagliata in due per tutta la sua lunghezza.

28/X/1800. "Repubblica Cisalpina - Seduta del giorno 11 Brumale, anno IX Repub.". Così inizia il verbale in cui è ufficializzato il dipartimento dell'Agnona di cui fa parte il distretto di Varallo Sesia. Tra le località menzionate nel circondario di Varallo Sesia viene citato anche il territorio di Cravagliana.

12/VI/1804. Il Sesia viene considerato interamente francese.

1815. Si ritorna ai confini pre-napoleonici.

1819. La Valsesia è costituita provincia divisa in tre mandamenti con Varallo Sesia capoluogo. Nel 1837 sarà riunita a Novara, ma verrà ricostituita nel 1844.

10/XII/1836. Re Carlo Alberto stabilì la soppressione della provincia di Valsesia: le comunità valsesiane furono aggregate alla provincia di Novara.

1848. Abolizione di qualsiasi passato privilegio.

1859. La Valsesia diviene circondario della provincia di Novara.

1875. Viene fondata a Varallo Sesia la Società per la conservazione delle opere d'arte e dei monumenti della Valsesia.

1887. Nasce la sezione varallese del Club Alpino Italiano.

1888. Inaugurazione del tronco ferroviario Novara - Varallo Sesia.

1893. Il CAI di Varallo Sesia inaugura ufficialmente la Capanna Regina Margherita sul Monte Rosa è, e sarà a tutt’oggi, il rifugio più alto d’Europa.

2/VII/1893. Viene inaugurato a Varallo Sesia il grande stabilimento Idroterapico e climatico "Splendid Park Hotel".

2/IX/1893. S'inaugura l’illuminazione elettrica a Varallo Sesia.

1896. La Valsesia è una tra le prime mete del turismo Europeo: la metà dei clienti dello Splendid Park Hotel giunge dall'estero.

1914. Un'ondata di scioperi duri investe la Manifattura Lana e la città di Borgosesia, che è "occupata" da squadroni di lanceri, alpini, carabinieri, inviati per reprimere le agitazioni operaie; la Valsesia vive il suo primo, aperto e violento scontro di classe.

1915. La Valsesia è mobilitata per la guerra; l'ospedale di Varallo Sesia diventa ospedale militare; il collegio d'Adda ospedale ausiliario; lo stesso Splendid Park Hotel alloggia nelle stanze malati e feriti.

1918. Fine della Grande Guerra: più di 500 giovani valsesiani hanno perso la vita.

1927. E’ riconosciuto a Varallo Sesia lo status di "Stazione di cura, soggiorno e turismo".

1928. La Valsesia è scorporata dalla provincia di Novara ed aggregata a quella di Vercelli.

1935. Viene inaugurata la funivia del Sacro Monte di Varallo Sesia: è la più ripida d’Europa.

1943-1945. La Valsesia vive da protagonista la lotta partigiana.

1944. Dall’11 giugno al 10 luglio la Valsesia diventa la seconda repubblica partigiana dopo la Val Ceno (Emilia) nata il giorno prima. Si estende in tutta l’alta valle, fino a Romagnano e Gattinara.

19/VIII/1946. Nasce il "Consiglio di Valle": è il primo in Italia.

1957. Nasce la Società Valsesiana di Cultura.

1971. La Valsesia è insignita della medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza.

1973. Nasce la Comunita Montana Valsesia.

1979. Nasce il Parco Naturale Alta Valsesia.

1984. Papa Giovanni Paolo II visita Varallo Sesia ed il Sacro Monte.

 

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